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Catania, consorzio di bonifica: a Palermo nulla di fatto per i lavoratori della Sicilia orientale. Cgil: “la protesta monterà di nuovo”

È stata una giornata colma di rabbia e di speranze tradite quella dei lavoratori del Consorzio di bonifica che in mattinata hanno manifestato  in strada

L’assessore regionale all’Agricoltura ha illustrato uno scenario con troppi verbi coniugati al futuro e al condizionale. Non ci stiamo. La protesta monterà nuovamente in tempi brevissimi“.

È stata una giornata colma di rabbia e di speranze tradite quella dei lavoratori del Consorzio di bonifica che in mattinata hanno manifestato  in strada, poi hanno occupato il terrazzo della sede di via Centuripe per protestare contro la mancata attuazione delle promesse da parte della Regione, e infine hanno raggiunto in tutta fretta la Regione Sicilia, illusi dalla chiamata dell’assessore Bandiera.

Ma già in serata l’illusione si è frantumata di fronte ad un atteggiamento che lavoratori e sindacalisti di Cgil e Flai Cgil giudicano inconcludente.

L’idea dell’assessore è infatti quella di legare la stabilizzazione dei lavoratori dei Consorzio di bonifica ad un apposito voto all’Ars, mentre per il riordino dei Consorzi, la tendenza sarebbe quella di avviare un percorso di legge ex novo; una scelta incomprensibile e di attuazione spostata avanti nel tempo, a fronte all’esistenza di una legge di riordino.

Per il segretario generale della Flai Cgil Catania, Pino Mandrà e per il segretario della Camera del lavoro, Giacomo Rota “il governo continua a non occuparsi dei consorzi e  non affrontare i nodi che non consentono di avviare la stagione irrigua con grave danno per l’agricoltura. I lavoratori sperano ancora in un sussulto di orgoglio da parte del Parlamento. La legge di riordino dei consorzi esiste già e non possiamo perdere altro tempo per una riforma inutile; siamo invece in forte ritardo e bisogna avviare i lavoratori per la stagione irrigua. È tempo di  dare corso alla proposta di riordino del personale del sindacato unitario e  coprire  le piante organiche, consentendo la  stabilizzare dei  lavoratori 151 e dare una prospettiva per i 51 isti“.


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