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Catania, il padiglione San Marco dell’ex ospedale Vittorio Emanuele ospiterà i laboratori tecnici dell’Accademia di Belle Arti

La Regione ha concesso in comodato d’uso per 29 anni all’Accademia di Belle Arti parte dell’ex complesso ospedaliero di via Plebiscito, che il governo Musumeci vuole riqualificare destinandolo a polo culturale e museale

Il padiglione “San Marco” dell’ex ospedale Vittorio Emanuele ospiterà i laboratori tecnici dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il presidente e il direttore dell’Accademia, Lina Scalisi e Gianni Latino, lo hanno reso noto questa mattina, in occasione della visita del governatore nella nuova sede dell’istituzione di alta formazione artistica, in via Franchetti, nel capoluogo etneo.

La Regione ha concesso in comodato d’uso per 29 anni all’Accademia di Belle Arti parte dell’ex complesso ospedaliero di via Plebiscito, che il governo Musumeci vuole riqualificare destinandolo a polo culturale e museale.

In base alla convenzione firmata tra i due Enti, dall’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Gaspare Rodolico – San Marco” e dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, l’onere delle spese di ristrutturazione degli spazi interni dell’edificio, così come di quelle di funzionamento, resta in capo all’Accademia.

“Investiamo sui giovani partendo dall’esistente, a cominciare dagli edifici dell’Ottocento e del Novecento che presentano caratteristiche di valenza storico-architettonica da salvaguardare. In una parte del complesso del Vittorio Emanuele che sembrava destinato all’abbandono – sottolinea il presidente della Regione Musumeci – realizzeremo il Museo dell’Etna, mentre le due ali dell’edificio le destiniamo agli studenti. Una diventerà una residenza universitaria, l’altra sarà una nuova casa per l’Accademia di Belle Arti. Abbiamo fatto questa scelta, tra tante opzioni, accogliendo la richiesta della presidente Scalisi. La struttura ospiterà laboratori spaziosi e attrezzati, in un contesto straordinario, a due passi dalla splendida biblioteca Ursino Recupero e dal monastero dei Benedettini che ospita le facoltà universitarie di studi umanistici, dall’ex ospedale Santa Marta dove abbiamo abbattuto gli orribili edifici che circondavano la villa settecentesca che ospiterà la Soprintendenza per i Beni culturali. Insomma, stiamo riqualificando un quartiere popolare facendone un luogo della cultura per eccellenza”.

“Questa visita – ha aggiunto Lina Scalisi, presidente dell’Aba Catania – ci ha consentito di mostrare al presidente della Regione quanto finora fatto per assicurare lo svolgimento del lavoro in piena sicurezza e con le più aggiornate strumentazioni, come merita un’Istituzione centrale nel campo dell’Alta formazione artistica italiana. La concessione di nuovi spazi per i laboratori è una magnifica notizia: a sessant’anni dalla fondazione non abbiamo ancora una sede di proprietà. Un ringraziamento va, dunque, al presidente per aver colto la necessità dei nostri giovani artisti di lavorare e creare nelle migliori condizioni: la loro presenza contribuirà alla rigenerazione di uno dei quartieri strategici della città nel momento della rinascita dalle macerie della pandemia. Tantissimi, grazie alle sinergie con istituzioni, associazioni e imprenditoria, sono i progetti in cantiere per rispondere con la potenza delle arti alle esigenze del nostro presente”.

“La visita del presidente Musumeci a una delle sedi della nostra Accademia, proprio in coincidenza con gli Open days – ha detto il direttore Gianni Latino – ci ha permesso di mostrare nei dettagli una realtà d’eccellenza, con un’offerta formativa di 24 corsi tra primo e secondo livello che abbracciano le arti visive, le arti applicate e la didattica dell’arte. Operiamo in sinergia per il territorio della Sicilia orientale e spaziamo, con i nostri corsi, dalla tradizione all’innovazione”.

Al termine della visita nella sede di via Franchetti, nell’aula magna intitolata al fondatore dell’istituzione, Nunzio Sciavarrello, il governatore siciliano ha dialogato con docenti e allievi. A lui si sono rivolti una giovane allieva ucraina, Dariia Ruggieri Chorna e un rappresentante della Consulta degli studenti, Sebastian Passati.


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