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Catania, metropolitana, bene l’apertura dell’azienda. Per i sindacati è segno “che si va verso la cassa integrazione e il successivo impiego nel nuovo cantiere”

"Riteniamo che le aperture prospettate dalla CMC verso soluzioni alternative al licenziamento, anche in vista dell’apertura del cantiere della tratta Stesicoro-Palestro, per il sindacato non può che significare l’attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori

Apprendiamo di un colloquio del sindaco Enzo Bianco con i vertici della CMC, in cui l’azienda ravennate impegnata nei lavori della metropolitana di Catania, aprirebbe a un impegno per “riconsiderare la posizione degli 80 lavoratori” per i quali aveva annunciato il licenziamento. Se ciò vuol dire che l’azienda è disposta ad avviare la cassa integrazione ordinaria come da noi più volte proposto ciò è un buon segnale. Restano in piedi altre importanti questioni rispetto alle quali sarà cura delle parti riuscire a trovare le giuste soluzioni

È quanto affermano le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, con le federazioni di categoria, Fillea, Filca e Feneal, in merito alla vicenda che ha portato allo sciopero del 2 maggio nei cantieri della metropolitana catanese.

Prendiamo atto delle parole del sindaco Bianco – aggiungono – e lo ringraziamo della sensibilità mostrata. Riteniamo che le aperture prospettate dalla CMC verso soluzioni alternative al licenziamento, anche in vista dell’apertura del cantiere della tratta Stesicoro-Palestro, per il sindacato non può che significare l’attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori“.


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