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Catania, “Non una di meno” torna in piazza nella giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro!

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Il movimento femminista “Non una di meno” torna in piazza, nella giornata mondiale per l’aborto libero e sicuro!

Stamattina uno striscione e un volantinaggio al presidio ospedaliero Garibaldi di piazza Santa Maria di Gesù, oggi nel pomeriggio volantinaggio selvaggio in giro per la città

Il 28 settembre è la Giornata mondiale per l’aborto libero, sicuro e gratuito. “Dopo oltre 40 anni dall’approvazione della legge, oggi torniamo a prendere parola come parte di una mobilitazione globale, per difendere il nostro diritto all’aborto, per l’autodeterminazione e la libertà di scelta sui nostri corpi – dichiarano le attiviste di Non una di Meno Catania -. In Italia, dove l’interruzione volontaria di gravidanza è formalmente garantita dalla legge 194 del 1978, la media nazionale degli obiettori di coscienza è del 70%. Sulla nostra isola la situazione è ancora più drammatica: la media dei medici obiettori sale all’86% negli ospedali siciliani sono quasi 9 su 10. Le donne vivono questo sulla nostra pelle: vengono rimbalzate da una struttura all’altra, subiscono colloqui avvilenti con sanitari che instillano sensi di colpa per ritardare o impedire l’intervento, quando non addirittura ostacolano gli esami diagnostici che rischiano di aiutare la donna a decidere liberamente.  L’aborto non viene garantito nemmeno quando ha finalità terapeutica. Ricordiamo la vicenda drammatica della nostra sorella Valentina che inizia il 29 settembre 2016 con il suo ricovero e finisce 17 giorni dopo con la sua morte. La situazione in quel reparto è di 13 obiettori su 13 medici”.

Le attiviste di “Non una di meno” quindi, rivendicano “il diritto alla salute al benessere delle donne e di tutti, la libertà delle proprie scelte riproduttive, il diritto all’interruzione di gravidanza libero e gratuito tramite l’accesso alla pillola abortiva RU486 – concludono – siamo parte del movimento per l’aborto libero sicuro e gratuito che si sta mobilitando ovunque, e soprattutto in quei Paesi in cui abortire è ancora un reato, da Andorra e Malta all’Argentina. Facciamo sentire le nostre voci verso la grande manifestazione contro la violenza maschile del 23 novembre!”