Ultime news

Catania, omicidio Raciti, il legale di Speziale chiede i domiciliari. Nuova Difesa: “Primi effetti devastanti del ‘Cura Italia’”

Speziale sta scontando otto anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettpre di Polizia Filippo Raciti

L’avvocato Giuseppe Lipera chiede al magistrato di sorveglianza di Caltanissetta che al proprio assistito Antonino Speziale vengano concessi i domiciliari considerato che sta espiando dal 14 novembre 2012 otto anni di reclusione e che il fine pena è previsto per il dicembre di quest’anno.

Speziale è stato condannato per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, morto il 2 febbraio 2007 durante gli scontri tra gli ultrà per il derby di calcio Catania-Palermo. Il legale dice che Speziale in carcere ha tenuto una condotta regolarissima, dimostrandosi pronto per un concreto percorso di reinserimento sociale e non è soggetto socialmente pericoloso.

Lipera dice che Speziale beneficerà di ulteriori 45 giorni di liberazione anticipata perchè sta tenendo un’ottima condotta, per cui il fine pena sarà presumibilmente a cavallo tra settembre e ottobre di quest’anno. Lipera cita anche la situazione che si è creata a causa della pandemia mondiale di coronavirus.

“A soli pochi giorni dalla pubblicazione del ‘Cura Italia’, ecco le prime rivendicazioni. Tra queste, ai sensi dell’art. 119, la richiesta del legale difensore di Antonino Speziale, di concedergli i domiciliari, in vista del fine pena fissato a cavallo tra settembre e ottobre di quest’anno. Noi non ci stiamo, non sia vanificato il sacrificio di un servitore dello Stato”.

Commentano così, Celestino D’Angeli e Patrizia Massimini, vertici dell’associazione Nuova Difesa, la richiesta avanzata al Magistrato di sorveglianza di Caltanissetta, dal legale di Antonino Speziale, in carcere per l’omicidio preterintenzionale dell’Ispettore Filippo Raciti, morto nel febbraio 2007 durante gli scontri per il derby Catania – Palermo.

“In questo momento – proseguono D’Angeli e Massimini – il nostro pensiero è più che mai rivolto alla famiglia dell’Ispettore Raciti. A loro la nostra incondizionata vicinanza. Il nostro auspicio – concludono – è che l’emergenza coronavirus non diventi occasione di fuga per chi merita di scontare la propria pena in carcere, vanificando il lavoro e il sacrificio delle Forze dell’Ordine”.

“La richiesta di terminare la pena ai domiciliari, avanzata da Antonio Speziale, secondo le nuove norme è legittima, ma del tutto inaccettabile secondo il buonsenso – conclude Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp – Lo Stato ha il dovere di tutelare chi ha sacrificato la propria vita per la difesa dell’ordine pubblico e della sicurezza della collettività: dire sì ai domiciliari per Speziale sarebbe uno schiaffo alla memoria di Filippo Raciti, ai suoi familiari, a tutti gli agenti delle Forze dell’Ordine”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni