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Catania, precari Covid. Consoli: “Caos e disparità di trattamento nei rinnovi, lavoratori penalizzati e scelte diverse nelle aziende”

La Fials Catania tramite il segretario provinciale Agata Consoli punta il dito contro l'assessore Ruggero Razza

Disparità di trattamento per il personale precario impiegato durante l’emergenza Covid-19 in Sicilia, sia a livello provinciale sia a livello dei singoli profili professionali all’interno di una stessa azienda.

Lo denuncia la Fials Catania che per voce del segretario provinciale Agata Consoli ricorda che “lo scorso mese di marzo l’assessore Razza dichiarava con enfasi all’Ars che avrebbe salvaguardato l’impianto organizzativo con cui le aziende avevano fronteggiato l’emergenza sanitaria. Poco dopo venendo meno all’impegno assunto, l’assessore ha emanato una nota di indirizzo con cui ha delegato le singole aziende sanitarie ad assumere le decisioni sul personale precario reclutato in emergenza, senza fornire alcuna direttiva univoca o criteri oggettivi per la sua attuazione da parte dei direttori generali. Da ciò è derivato un agire in ordine sparso”.

“Tutti questi professionisti, educatori professionali, psicologi, assistenti sociali, amministrativi, informatici, hanno dimostrato sul campo il loro valore, rimanendo sempre vicini all’utenza ed agevolando e supportando l’intera procedura emergenziale, anche attraverso percorsi di umanizzazione. Il loro lavoro è stato essenziale– prosegue Consoli – non è pensabile che vi possa essere una disparità di trattamento tra medesime figure professionali, tale che, in occasione dell’ultimo rinnovo contrattuale, c’è chi ha visto le ore lavorative ridotte del 50%, con contratto in scadenza al 30 giugno, e chi, in altre strutture o in altre province, ha ottenuto un rinnovo a tempo pieno o con decorrenza al 31 dicembre”.

La Fials ritiene pertanto che “chi è alla guida della Regione e dell’assessorato di riferimento provveda in modo urgente e improcrastinabile all’emanazione di linee guida che diano indicazioni chiare ed omogenee a tutte le Aziende sanitarie della Regione”.


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