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Catania, precari ex Covid: Cisl chiede un confronto con Asp

"Serve chiarezza sui criteri che l'azienda sanitaria intende usare per reclutare le figure per ospedali e case di comunità e centri operativi territoriali"

“Quale personale, con quali qualifiche, quali concorsi con quali parametri e punteggio premiante per i percorsi di stabilizzazione dei precari ex Covid19 saranno previsti per le nuove strutture sanitarie identificate dalla missione 6 del Pnrr a Catania? Serve un urgente confronto con l’Asp, dopo una prima riunione sul tema già avvenuta nel tavolo della salute del 21 febbraio”.

La richiesta all’azienda sanitaria arriva dalla Cisl e dalla Cisl Funzione pubblica di Catania, con i segretari generali Maurizio Attanasio e Danilo Sottile, anche alla luce della risposta del ministro Speranza a una interrogazione dell’onorevole Antonio Lombardo (Coraggio Italia) di mercoledì 18 maggio.

“Il ministro – ricordano Attanasio e Sottile – ha affermato che il governo monitorerà il percorso che gli enti territoriali affronteranno per utilizzare le risorse ordinarie e straordinarie inserite nella legge di bilancio per tenere dentro al sistema sanitario nazionale e stabilizzare i precari in possesso dei requisiti che si sono impegnati durante il Covid”.

“A Catania – si chiedono – quale percorso verrà affrontato? Il Pnrr prevede il potenziamento dell’assistenza territoriale tramite la creazione di nuove strutture sanitarie, come ospedali e case di Comunità e Centri operativi territoriali. Nel territorio etneo, ad esempio, sono previsti 10 ospedali, 30 case di comunità e 11 centri operativi territoriali. Ci chiediamo, e vorremmo che venisse chiarito, con quali criteri l’Asp a Catania intende reclutare il personale per tali strutture”.

“Lo abbiamo ribadito nel corso del primo incontro del tavolo della salute: nelle procedure concorsuali bandite dall’Asp, occorre stabilizzare il personale precario impegnato nel corso dell’emergenza pandemica che ha raggiunto i requisiti di legge. Inoltre vorremmo si chiarisse che nei prossimi concorsi dovranno essere riconosciuti pari merito e punteggi premianti uguali anche davanti a forme contrattuali diverse”.

“Al momento – sottolineano Attanasio e Sottile – non ci risulta sia stato previsto ciò né che sia stata fatta una ricognizione dei titoli posseduti da tale personale. Ci chiediamo quale sia l’ostacolo che lo impedisce: è una questione legata al territorio o, come affermerebbe l’Asp, è di competenza regionale? E se fosse di competenza regionale, come mai non è stato posto il problema? Non vorremmo che si determinassero difformità di procedure e che a Catania si utilizzassero criteri diversi da altre province. Se necessario, sarebbe utile anche un intervento di supervisione regionale che dia indicazioni coerenti e uniformi per tutto il territorio siciliano e non crei disparità di trattamento”.

“Ecco perché chiediamo un ulteriore incontro mirato a fare chiarezza – concludono i due segretari – l’azienda sanitaria ci convochi nell’interesse sia di lavoratori che hanno prodotto un impegno straordinario per affrontare un’emergenza sanitaria di enorme gravità sia del territorio catanese che ha bisogno di una sanità territoriale moderna ed efficiente e rispondente alle esigenze della popolazione”.


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