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Catania, Progetto Civico Italia: amministratori, giovani e associazioni per l’alternativa

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Un luogo che poche settimane fa era stato ferito dalla violenza del ciclone Harry e che oggi torna ad accogliere persone, idee e confronto. Non è stata casuale la scelta del lido sul litorale catanese, una delle attività commerciali che stanno riaprendo dopo i danni provocati dal maltempo, per ospitare il primo incontro del nascente coordinamento catanese di Progetto Civico Italia, dal titolo “La Sicilia che sarà”.

Un simbolo di resilienza e ripartenza che ha fatto da cornice a un confronto partecipato tra amministratori locali, rappresentanti del mondo associativo, giovani, studenti universitari, professionisti e imprenditori, accomunati dalla volontà di costruire uno spazio politico e civico alternativo ai tradizionali schemi di partito.

Nel corso dell’incontro si sono alternati gli interventi di rappresentanti del mondo universitario, del terzo settore, delle professioni sanitarie, del sindacato, dell’associazionismo e delle amministrazioni locali. Al centro del dibattito i temi del lavoro, della sanità, della fuga dei giovani dalla Sicilia, del diritto allo studio, delle difficoltà dei Comuni, della partecipazione democratica e della necessità di costruire una nuova classe dirigente radicata nei territori.

A condurre il dibattito è stato Piersalvo Catania, giovane imprenditore catanese, che ha posto l’attenzione sulle difficoltà di fare impresa nell’isola e sulla necessità di creare condizioni che consentano ai giovani di restare in Sicilia.

«La Sicilia che sarà deve essere una terra capace di offrire opportunità concrete a chi sceglie di rimanere. Gli aiuti della Regione Siciliana dopo l’uragano sono stati importanti e tempestivi – ha spiegato – ma non sempre sono stati coordinati nel modo migliore e chi avrebbe dovuto beneficiarne maggiormente non ha potuto ottenere il giusto sostegno. Ci auguriamo che in futuro ci sia una maggiore attenzione».

Sono intervenuti Giorgio Musumeci, presidente di Primavera degli Studenti; Luigi Tilaro, presidente dell’associazione universitaria Nike; Carmelo Fiume, in rappresentanza di GMED; Salvo Grasso, del coordinamento regionale di Progetto Civico Italia; Dario Gulisano, per la CGIL; Enzo Napoli, del coordinamento nazionale di Progetto Civico Italia; Emiliano Abramo, presidente Movimento Solidali; Ignazio Maugeri, presidente delle ACLI Catania; Gabriele Spampinato, degli Operatori Volontari Servizio Civile Siciliano; Federica Cosentino, rappresentante del CNSU; Damien Bonaccorsi, consigliere comunale di Catania; Angelo Crimi, componente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Catania; e Carmelo Miceli, coordinatore regionale di Progetto Civico Italia.

A tracciare la visione del progetto è stato Alessandro Onorato, ideatore di Progetto Civico Italia, che ha spiegato come l’obiettivo sia quello di mettere in rete «le persone che fanno, non quelle che urlano di più», coinvolgendo chi ogni giorno opera nelle associazioni, nelle categorie economiche, negli enti locali e nella società civile. Un percorso che ha l’ambizione di contribuire alla costruzione di un’alternativa politica attraverso idee, competenze e programmi concreti.

«Progetto Civico ha una funzione precisa: interrompere la deriva di una politica che parla per frasi fatte e non si occupa più dei problemi reali delle persone, mettendo in rete l’energia, la competenza, il coraggio e la concretezza di chi, da imprenditori, operatori del terzo settore, professionisti o amministratori locali fa le cose, cambiando il mondo, ogni giorno», ha dichiarato Carmelo Miceli, coordinatore regionale di Progetto Civico Italia e consigliere comunale di Palermo. «Quando ero giovane affrontavamo gli stessi problemi di cui abbiamo parlato questa sera. Oggi, a distanza di trent’anni, siamo ancora qui a discuterne. Ma c’è una differenza: ci siamo ritrovati in un luogo che nemmeno un uragano è riuscito a fermare. È il momento di immaginare che le cose si possono fare e che, alla fine, contano i fatti. Siamo convinti di poter essere parte della soluzione. La Sicilia che verrà sarà costruita dai giovani che decideranno di prendersi il proprio spazio, senza aspettare che qualcuno glielo conceda».

«È particolarmente significativo essere qui oggi», ha aggiunto Angelo Crimi, componente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Catania. «Con molti dei giovani presenti ho portato avanti battaglie importanti di rappresentanza, riuscendo a trasformarle in risultati concreti. Troppo spesso la Sicilia è relegata a un ruolo marginale e a pagarne il prezzo sono proprio le persone più qualificate, costrette a lasciare la propria terra per realizzarsi. Un Paese che non è in grado di offrire opportunità ai propri talenti è un Paese che rinuncia al proprio futuro. Noi, invece, vogliamo una Sicilia che valorizzi le competenze, trattenga i suoi giovani e costruisca prospettive all’altezza delle loro capacità e delle loro aspirazioni.»

Per Emiliano Abramo, presidente Movimento Solidali, «la sfida è creare le condizioni affinché le persone possano scegliere di restare. Oggi una parte della Sicilia vive una condizione di povertà che coinvolge famiglie, giovani e perfino i Comuni, spesso lasciati soli. Serve una politica capace di riaprire il dialogo con i territori e con chi ogni giorno prova a costruire risposte concrete ai bisogni delle persone».

A concludere Onorato che ha ribadito di voler «portare la cultura del fare nella politica di centro sinistra. Non basta dire cosa si voglia fare per cambiare le cose, bisogna dimostrare di saperlo fare o di averlo già fatto in passato. Siamo l’unica vera novità nel nostro campo politico, vogliamo aggiungere e non dividere. Vogliamo portare la capacità di oltre 800 amministratori e oltre 500 comitati civici che hanno aderito al nostro progetto politico. Un percorso che ha l’ambizione di contribuire alla costruzione di un’alternativa politica attraverso idee, competenze e programmi concreti. In Sicilia garantiremo il riscatto che questa stupenda terra merita.»

L’appuntamento di Catania rappresenta il primo passo del percorso di radicamento di Progetto Civico Italia nell’isola. L’obiettivo è continuare a costruire una rete, dando vita a un laboratorio politico capace di trasformare competenze, esperienze e partecipazione in proposte concrete per il futuro della Sicilia.L’incontro, avvenuto mercoledì 15 luglio, in uno dei simboli della ripartenza dopo il ciclone Harry.

Ottavio Gintoli

Giornalista pubblicista dal 2012, di base a Noto. Ha iniziato con lo sport e oggi scrive di politica, cronaca, cultura ed eventi. Firma anche per La Sicilia; nel network dal 2015. Il…

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