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Catania, rischio sismico: avviso di 145 milioni dal Miur per le verifiche nelle scuole

L’avviso pubblico del Miur, pubblicato il 28 marzo scorso, stanzia circa 145 milioni di euro: 100 milioni sono messi a disposizione direttamente dal ministero dell’Istruzione e 45 dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il ministero dell’Istruzione (Miur) mette a disposizione 145 milioni di euro per finanziare la verifica antisismica e l’eventuale progettazione di interventi d’adeguamento agli edifici scolastici che si trovano all’interno delle zone sismiche 1 e 2, come il territorio catanese. Ma per partecipare al bando gli enti locali proprietari, Comuni e Città metropolitana, devono fare presto: ci sono solo due mesi di tempo e il termine ultimo è martedì 5 giugno 2018.

La sollecitazione arriva dalla Cisl di Catania, con le tre federazioni del pubblico impiego (Cisl Fp), della scuola (Cisl Scuola) e delle costruzioni (Filca). “L’area etnea è la più esposta d’Europa al rischio sismico – affermano congiuntamente i segretari generali provinciali Maurizio Attanasio (Cisl), Armando Coco (Cisl Fp), Ferdinando Pagliarisi (Cisl Scuola) e Nunzio Turrisi (Filca Cisl) – e questo ulteriore bando consentirebbe di estendere l’analisi sistematica di tutti gli edifici scolastici, con un censimento Comune per Comune, scuola per scuola di ogni ordine e grado per. avere una mappa completa delle loro condizioni di rischio“.

L’avviso pubblico del Miur, pubblicato il 28 marzo scorso, stanzia circa 145 milioni di euro: 100 milioni sono messi a disposizione direttamente dal ministero dell’Istruzione e 45 dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Possono richiedere il finanziamento gli enti locali, Comuni e Città metropolitana, proprietari di uno o più edifici scolastici di ogni ordine e grado che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 e censiti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. La sola Città metropolitana di Catania ha circa 160 scuole in affidamento.

Occorre però fare presto – ribadiscono Attanasio, Coco, Pagliarisi e Turrisi – perché i tempi sono molto stretti e sono tanti i Comuni che devono anche fare fronte a carenze di organico. Auspichiamo per questo un raccordo tra Comuni e Città metropolitana perché si mettano a sistema, così che gli enti locali con organici insufficienti possano essere supportati dalle professionalità dell’ex Provincia regionale. Un sistema che può coinvolgere anche i dirigenti scolastici, i primi a conoscere la realtà dei loro edifici e poter collaborare con gli enti locali di riferimento. La valutazione del rischio sismico degli edifici e l’eventuale progettazione di interventi d’adeguamento è un passo fondamentale per mettere poi in sicurezza gli edifici scolastici, che significano migliori condizioni per gli studenti e per il personale che le frequentano, ma anche una spinta all’occupazione nel settore delle costruzioni”.


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