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Catania, si prendono a sprangate alla stazione centrale: 4 stranieri in manette

Dopo una visita in ospedale, la serata dei di due dei cittadini stranieri è finita nelle camere di sicurezza della questura, mentre altri due sono stati tradotti agli arresti domiciliari, tutti in attesa del giudizio per direttissima

Sono ancora da chiarire le motivazioni della violenta rissa che alle prime luci della mattina di ieri ha movimentato piazza Giovanni XXIII, proprio davanti la stazione ferroviaria Centrale. La certezza è che a finire in manette, grazie al pronto intervento di due Volanti della questura, sono stati tre cittadini rumeni, Catalin Mihaica (cl. 1996), Dorin Robe (cl. 1981), Egidio Trufea (cl. 1992), e un cittadino egiziano Emed Malak Michael Musa Salib (cl. 1993).

Le fasi della difficile e pericolosa operazione sono iniziate grazie a una segnalazione giunta alla Sala operativa della questura che parlava di una rissa alla stazione centrale a opera di alcuni stranieri armati di spranghe; al loro arrivo, i poliziotti hanno creato, com’era da aspettarsi, un fuggi fuggi generale: due dei rumeni hanno tentato di fuggire a bordo di un’auto, ma sono stati prontamente bloccati e catturati; altri due, invece, hanno preferito allontanarsi velocemente a piedi, finendo anch’essi nelle mani dei poliziotti.

Anche se nella disponibilità dei corrissanti non sono state trovate le spranghe segnalate nella telefonata, le ferite sui loro volti e sulle loro mani non lasciavano adito a dubbio alcuno: uno di essi aveva il naso gravemente fratturato e fratture diverse presentavano alcuni degli altri soggetti coinvolti dalla rissa; gli agenti hanno trovato nella vettura utilizzata dai due rumeni un taglierino e, poco distante dai luoghi della rissa, un attrezzo di pesante metallo, certamente utilizzato per causare le gravi ferite.

Dopo una visita in ospedale, la serata dei di due dei cittadini stranieri è finita nelle camere di sicurezza della questura, mentre altri due sono stati tradotti agli arresti domiciliari, tutti in attesa del giudizio per direttissima.


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