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Catania, “Un Paese senza leader”: sabato mattina ai Benedettini il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana

All'incontro con l’autore, organizzato dal dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, interverranno i docenti Antonio Di Grado e Giovanni Camardi; modererà il confronto il giornalista Salvo Fallica

Domani alle 11,30, nell’aula A1 del Monastero dei Benedettini, verrà presentato il libro “Un Paese senza leader. Storie, protagonisti e retroscena di una classe politica in crisi” (Longanesi, 2018), scritto dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.

All’incontro con l’autore, organizzato dal dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, interverranno i docenti Antonio Di Grado e Giovanni Camardi; modererà il confronto il giornalista Salvo Fallica.

Il libro

Come si è arrivati all’attuale situazione politica del dopo elezioni? Chi ha portato l’Italia sull’orlo di un burrone e da dove nasce la frammentazione che renderà difficilissimo per Mattarella decidere a chi dare l’incarico per la formazione del nuovo governo?

Tra partiti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e leader che nel giro di pochi mesi compiono un’inarrestabile ascesa e una rovinosa caduta, nei venticinque anni della Seconda Repubblica gli italiani hanno vissuto il crollo di tutti i tradizionali fronti politici.

Dal suo osservatorio privilegiato di direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana coglie le tensioni generate da queste dinamiche e, con l’aiuto delle irriverenti vignette di Giannelli, traccia una panoramica dell’attuale politica italiana: gli errori della sinistra e la scissione del Pd; la temporanea caduta di Berlusconi, la sua rinascita e le nuove spinte del Centrodestra; l’irrompere sulla scena dei nuovi esponenti del M5s e la svolta nazionalista della Lega Nord.

In un’analisi a tutto campo, e con retroscena e ritratti dei protagonisti che ha conosciuto «da vicino» (da Berlusconi a Renzi, da Salvini a Grillo e Di Maio, da D’Alema a Veltroni e Prodi), Fontana si chiede se sia possibile ricostruire una classe dirigente all’altezza della situazione. E soprattutto se ci sia oggi un leader che sappia eliminare odi e rivalità per mettersi davvero al servizio del nostro Paese e per formare un nuovo governo finalmente solido e duraturo.


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