“Che tra le prime iniziative del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ci sia l’ordinanza anti clochards preoccupa e indigna. Catania è una città in cui quasi la metà della popolazione è a rischio povertà e tra gli indicatori di questa condizione uno dei più rilevanti è la mancanza di un luogo dove abitare in maniera dignitosa. Il Sunia da anni chiede alle istituzioni, Comune compreso, di affrontare il problema dell’abitare aumentando l’offerta di case sociali a costi sostenibili e predisponendo alloggi temporanei e dormitori per chi si trova in condizioni di gravissima necessità“. Lo dice Giusi Milazzo, segretaria generale del Sunia di Catania. “Il disagio abitativo di cui si fa un gran parlare ma per affrontare il quale si agisce ancora troppo poco, è uno dei temi che più sollecitano i governi delle città contemporanee; governi che se da un lato sono luoghi da cui si promana la spinta allo sviluppo, dall’altro sono sacche in cui si concentrano vecchie e nuove povertà, sia per le difficoltà occupazionali che per gli alti costi dell’abitare, per l’indebolimento delle relazioni e per gli importanti cambiamenti demografici“.
“Sono argomenti – aggiunge Milazzo – che richiederebbero l’attuazione di quelle politiche urbane e sociali di cui la città ha bisogno che sono ben diverse da quelle che si delineano nell’ordinanza sindacale. Basterebbe ricordare i dati degli sfratti che fanno di Catania la città dove con più di 750 sfratti emessi si registra la percentuale di aumento maggiore che nel resto delle città italiane. Abbiamo già richiesto sin dal suo insediamento un incontro al Sindaco per potergli illustrare le nostre proposte, non avendolo potuto fare in campagna elettorale per i comprensibili impegni dell’allora candidato. Ribadiamo quindi la nostra richiesta sottolineando l’esigenza che sull’ordinanza ci sia da parte dell’amministrazione un profondo ripensamento”.
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