Reca il numero 175 la proposta di delibera della Giunta Municipale santantonese, ed è un numero che, agli atti, verrà ricordato: l’oggetto reca il testo ‘Proposta di concessione cittadinanza onoraria alla dott.ssa Francesca Albanese’, e rappresenta un atto a cui non si ricorre spesso, soprattutto alla luce del fatto che l’ambito nel quale rientra è quello della politica internazionale.
La Giunta con in testa il Sindaco di Aci Sant’Antonio, Quintino Rocca, ha deciso di portare nel prossimo Consiglio Comunale la proposta di conferire la cittadinanza a una donna che – si legge nella testo della proposta – ‘si è distinta per essere stata una voce critica nello scenario Internazionale nei confronti di quanto sta accadendo a Gaza ai danni del Popolo Palestinese. In particolare ha denunciato il rischio “di una pulizia etnica di massa”; ha inoltre affermato che la comunità internazionale deve “prevenire e proteggere le popolazioni dai crimini atroci” e che “anche la responsabilità per i crimini internazionali commessi dalle forze di occupazione israeliane e da Hamas deve essere immediatamente perseguita’.
Francesca Albanese, giurista e docente italiana, funzionaria italiana specializzata in Diritto Internazionale, Diritti Umani e Medio Oriente, dal 2022 è Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, e il 26 marzo del 2024, dopo aver pubblicato un rapporto dal titolo ‘Anatomia di un genocidio’, ha riferito al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite che sulle azioni di Israele a Gaza c’erano “fondati motivi” per parlare di genocidio. Come spiegato nel testo della proposta santantonese, poi, nell’ultimo rapporto ‘Dall’economia di occupazione all’economia di genocidio’ ha avuto il coraggio di denunciare la complicità aziendale e accademica nel sistema israeliano nei Territori Palestinesi Occupati, nonché delle università israeliane oltre che delle principali università occidentali, complici nel perpetuare l’impalcatura ideologica funzionale al regime di apartheid, ma anche richiamando esplicitamente la responsabilità non solo degli Stati, ma anche delle imprese e dei loro dirigenti. Tra le aziende citate nel report spiccano imprese israeliane, multinazionali, ma anche Italiane (tra cui Elbit Systems, Lockheed Martin, Google, Microsoft, Amazon, Leonardo).
“Da mesi è in atto una vergognosa campagna di denigrazione e delegittimazione contro di lei, vittima di accuse infondate e pretestuose, al punto da divenire oggetto di sanzioni amministrative da parte degli Stati Uniti”, ha spiegato il Sindaco Rocca. “Riteniamo che il fatto che una funzionaria relatrice speciale delle Nazioni Unite venga sanzionata per avere semplicemente svolto il suo lavoro rappresenti un gravissimo precedente, tale da poter essere inteso come un atto intimidatorio nei confronti di chi, d’ora in poi, dovrà svolgere quel lavoro e dovrà quindi premurarsi di non redigere report che siano invisi agli USA o a chissà quale altra nazione, per evitare di incorrere in sanzioni o altro.
“Il fatto che nessuna istituzione italiana abbia ritenuto di dovere esprimere solidarietà nei suoi confronti è grave – ha concluso – e come Amministrazione Comunale riteniamo che sarebbe stata opportuna una presa di posizione da parte del Governo nazionale a difesa della sua libertà di espressione, a prescindere dalla condivisione o meno dei contenuti del suo report, delle sue battaglie, delle sue opinioni politiche. Noi siamo con lei, e vogliamo dimostrarlo con un atto concreto”.
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