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Detenuto morto in carcere a Caltagirone: per il Pm strangolato dal compagno di cella

L'attività investigativa e gli accertamenti medico-legali hanno permesso di fare luce sulle cause della morte

Non fu morte naturale quella di Giuseppe Calcagno, deceduto il 3 gennaio in una cella del carcere di Caltagirone. Il detenuto sarebbe stato strangolato dal suo compagno di cella. Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla procura, hanno chiuso l’indagine, con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presunto omicida, già sottoposto per altra causa agli arresti domiciliari.

L’attività investigativa e gli accertamenti medico-legali hanno permesso di fare luce sulle cause della morte. Le indagini eseguite su delega del sostituto procuratore Samuela Maria Lo Martire, titolare del procedimento, e coordinate dal procuratore Giuseppe Verzera, avrebbero accertato che Calcagno è stato strangolato mentre dormiva. L’indagato, già condannato in passato per omicidio e tentato omicidio, è stato rinchiuso in carcere.

L’arrestato per l’omicidio in cella di Giuseppe Calcagno è Giuseppe Taccetta di 59 anni. Nebuloso al momento è il movente del delitto: dalle poche indiscrezioni emerse, ancora prima dell’interrogatorio di garanzia fissato per domani, pare che alla base del gesto vi fossero futili motivi da ricondurre alla convivenza in cella tra Calcagno e Taccetta. Quest’ultimo, con un passato abbastanza tumultuoso e violento, anni fa fu indagato assieme al figlio per un tentato omicidio a Grammichele. In carcere si trovava adesso per maltrattamenti in famiglia.


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