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Donata collezione di minerali e fossili alla biblioteca di Gravina di Catania

Una collezione mineralogica e di fossili provenienti dal territorio siciliano è entrata a far parte del patrimonio culturale della Biblioteca comunale

Da sin: Castrogiovanni, Cavallaro, Belluso, Nicolos, Giammusso e Cianciolo

Una collezione mineralogica e di fossili provenienti dal territorio siciliano è entrata a far parte del patrimonio culturale della Biblioteca comunale. Si tratta di una raccolta donata dal professor Franco Belluso che da ieri (30 giugno 2021) potrà essere fruita degli utenti, dai ragazzi e dai docenti delle scuole.

All’installazione definitiva delle teche espositive nella struttura bibliotecaria che si trova al Centro Civico, erano presenti il sindaco Massimiliano Giammusso, l’assessore con delega all’Istruzione e alla Biblioteca Valentina Cavallaro, il presidente del Consiglio comunale Claudio Nicolosi e la consigliera comunale Cettina Cianciolo. “Sono esemplari che raccontano la storia geologica della nostra Isola – ha spiegato Belluso – la collezione comprende diversi minerali, ammoniti e nautiloidi che risalgono a circa 180 milioni di anni fa. La raccolta, composta da circa 100 campioni, è frutto della passione che coltivo da circa quarant’anni. Mi sono recato personalmente in diverse cave siciliane, cercando tra il materiale che veniva portato alla luce durante le attività estrattive. Adesso ho voluto condividere parte della mia ricerca con la comunità scolastica gravinese grazie anche alla disponibilità dell’amministrazione comunale”.

Ringrazio il professor Belluso per aver messo a disposizione la sua collezione – ha concluso il sindaco Giammusso – l’assessore Valentina Cavallaro per averne curato l’installazione, così come il 4° Servizio, in particolare il responsabile dottor Enzo Bontempo e il dottor Giuseppe Castrogiovanni che si sono occupati predisporre gli spazi espositivi. La nostra biblioteca comunale si arricchisce sempre di più grazie anche ai contributi di studiosi e appassionati che decidono di condividere il loro percorso di conoscenza con tutta la comunità”.


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