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Fuga di ammoniaca alla Stm a Catania “gestita male”, scatta lo sciopero

I segretari generali di Uil e Uilm Catania intervengono sui fatti accaduti nello stabilimento cittadino della multinazionale

Domenica notte, una fuga di ammoniaca alla Stm di Catania “ha imposto che venissero evacuati alcuni reparti produttivi dell’azienda”. Dai lavoratori, riuniti in assemblee che si sono concluse ieri, sono venute fuori “testimonianze inquietanti” sulla gestione dell’emergenza. Sulla sicurezza delle persone “noi non facciamo sconti a nessuno! Per questo, abbiamo proclamato uno sciopero di otto ore nei turni dal 14 al 16 novembre“.

I segretari generali di Uil e Uilm Catania, Enza Meli e Giuseppe Caramanna, intervengono sui fatti accaduti domenica nello stabilimento cittadino della multinazionale e lanciano un appello ai lavoratori: “Scioperate per la vostra salute. La sicurezza non è un optional”. Lo sciopero di 8 ore, per l’intera giornata o a multipli di 4,25 ore, è stato proclamato dalla Uim per i giorni 14, 15 e 16 novembre con un calendario che tiene conto dei vari turni di ingresso in fabbrica.

Gli esponenti sindacali spiegano: “Nelle assemblee è stato pubblicamente riferito che, nonostante il forte odore di ammoniaca, non sono state attivate tempestivamente le procedure di abbandono delle aree a rischio, ma anzi i lavoratori del reparto M5 sono stati spostati verso il reparto CT6 dove s’era verificata la perdita di gas e successivamente verso lo stabile L7, in un rimpallo confuso di indicazioni e responsabilità. Non meno grave il fatto che le aree di raduno, create proprio a fini di sicurezza, sarebbero risultate chiuse”. A dimostrazione del “totale fallimento” nel sistema di sicurezza interno – aggiungono Meli e Caramanna – abbiamo pure ricevuto altre segnalazioni sul comportamento di chi ha impedito per oltre un’ora l’uscita dallo stabilimento persino a chi era in congedo dalle ore 2, mentre solo all’alba dopo cinque ore di paura e incertezze i lavoratori sono stati finalmente autorizzati ad abbandonare il sito. Abbiamo, inoltre, appreso che il personale in servizio nel reparto Ews è stato avvisato dell’emergenza con due ore di ritardo e che nessun allarme è mai suonato, mentre gli operai costretti a recarsi in Infermeria con sintomi di nausea e difficoltà respiratorie sarebbero stati registrati nel repertorio sanitario solo dopo forti pressioni esercitate dai lavoratori presenti“. Enza Meli e Giuseppe Caramanna concludono: “Chiediamo immediata chiarezza da parte dell’azienda, l’apertura di un’indagine interna e l’intervento degli enti di vigilanza competenti”.


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