Il bridge non è solo un gioco di carte, ma una vera e propria disciplina riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano come sport della mente, capace di stimolare attenzione, memoria e capacità di problem solving. Giocato in coppia, rappresenta inoltre un’importante palestra di cooperazione e socializzazione.
Proprio in quest’ottica nasce un’iniziativa all’Università di Catania, dove ha preso il via il primo corso di bridge dedicato a studenti con disabilità e/o Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Il progetto è frutto di un protocollo d’intesa promosso da Antonio Ferdinando Pulvirenti, presidente del comitato regionale Bridge Sicilia, assieme alla Federazione Italiana Gioco Bridge, e dal CInAP (Centro per l’Inclusione Attiva e Partecipata), guidato da Francesco Patti.
Le lezioni si svolgono nei locali del Centro Universitario Teatrale (CUT) di piazza Università, grazie alla collaborazione dell’ateneo e al sostegno delle politiche inclusive promosse dalla governance universitaria. Il corso è condotto dal tecnico FIGB Marcello Farina dell’ASD Siracusa ed è il primo nel suo genere in ambito accademico.
“Vogliamo che l’Università sia un luogo che promuova benessere e piena inclusione. Progetti come questo trasformano principi normativi in esperienze concrete di partecipazione”, ha dichiarato il professor Patti. Attualmente, il CInAP segue oltre 700 studenti con disabilità e/o DSA, offrendo servizi volti a garantire pari opportunità nel percorso universitario.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è anche Paolo Donzelli, psicologo del CInAP: “L’inclusione si realizza attraverso relazioni autentiche e paritarie. Il bridge permette a tutti di sedersi allo stesso tavolo, dove non conta la diagnosi ma la capacità di collaborare, mettersi in gioco e costruire fiducia”.
La risposta degli studenti è stata fin da subito positiva, confermando il valore educativo e sociale del progetto. Un’esperienza che dimostra come anche un gioco di carte possa diventare uno strumento potente per costruire una comunità universitaria più inclusiva, accogliente e partecipata.
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