“Vedere il sindaco della mia città precipitare all’ultimo posto come gradimento tra tutti i sindaci d’Italia, mi dispiace davvero. In 3 anni Salvo Pogliese ha perso larga parte del consenso che lo aveva portato al successo. In città si respira quest’aria di sfiducia. “‘Ne Manu a nuddu”, sento dire sempre più spesso. Rivolgo un appello: non possiamo vedere Catania precipitare senza reagire. Nelle naturali e doverose differenze politiche, uniamo gli sforzi di tutti per dare un impulso vitale alla città, per sbloccare progetti, per mobilitare la società civile, le forze sociali. Non chiediamo nulla n cambio, né poltrone né incarichi. Chiediamo di dare una mano a Catania. Non accettarla sarebbe davvero un peccato. Grave”. L’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, commenta così l’ultima posizione dell’attuale primo cittadino Salvo Pogliese nella classifica redatta dal Sole 24 Ore.
La reazione di Pogliese arriva immediata: “ogni giorno mi spendo con lealtà e fermezza per fronteggiare le tante emergenze di una grande città del Mezzogiorno, come è Catania, stando in mezzo alla gente che mi gratifica con apprezzamenti in pubblico come in privato e innumerevoli attestati di stima. Se non si trattasse di un autorevole istituto di sondaggi, verrebbe da pensare che nelle rilevazioni hanno confuso città o addirittura sbagliato pianeta. Mi limito a osservare che i sistemi di valutazione adoperati, sicuramente non colgono il valore di un impegno totalizzante come quello di un sindaco che ha rinunciato a facili demagogie, assumendosi l’onere di affrontare e risolvere problemi da trent’anni sul tappeto. Ho scelto di fare il sindaco lasciando la comoda poltrona di parlamentare europeo come atto d’amore verso la città in cui sono nato e cresciuto, per correggere una rotta che aveva portato al baratro, consapevole dell’enorme fardello debitorio e di un dissesto finanziario lasciato in eredità. Personalmente credo che gli unici sondaggi che abbiano valore siano quelli delle urne, tenuto conto che quando mi sono candidato, tre anni addietro, alcune rilevazioni, anch’esse considerate ‘autorevoli’ mi davano un risicato 17% di preferenze. Come tutti sanno fu un trionfo, con la vittoria al primo turno e oltre il 52% dei voti a mio favore. Il resto, compresi sondaggi buoni o cattivi che siano, francamente lasciano il tempo che trovano, perché l’unico dato che ha valore e’ quello delle elezioni”.
A difesa del primo cittadino etneo, anche il consigliere comunale Luca Sangiorgio, capogruppo di “Salvo Pogliese Sindaco-Una scelta D’amore per Catania”: “Non sorprende più di tanto la canea di chi approfitta di un sondaggio per scagliarsi contro Salvo Pogliese e l’impegno profuso per risollevare le sorti di una città, gravata da 1,6 miliardi di debiti, un personale ridotto all’osso, un corpo della polizia municipale che è meno di un terzo di quello necessario, un appalto dei rifiuti redatto nel 2016 di cui finalmente ci stiamo liberando. Certo lascia un po’ sorridere che tra quanti scagliano sommari giudizi ci sia anche l’ex sindaco Bianco e un ex assessore della sua giunta, cioè proprio coloro che hanno contributo al dissesto del Comune, sconfitti sonoramente alle urne, artefici di una gestione “scriteriata” e che oggi si ergono a paladini del buon nome della città, la stessa comunità che hanno offeso con 5 anni di malgoverno e cattiva gestione. Vorrei invece ricordare e soffermarmi sui tangibili risultati amministrativi della sindacatura di Salvo Pogliese: oltre venti cantieri piccoli e grandi aperti in città; una correzione di rotta della fasulla e dissennata gestione finanziaria; il risanamento della partecipate, ora tutte in attivo, e la fusione Amt-Sostare dopo rinvii e fallimenti che genera risparmi ed efficienza; un nuovo dialogo coi cittadini dopo cinque anni di distacco mentre altri stavano chiusi nel Palazzo ad autocelebrarsi; un piano regolatore oramai avviato alla sua definizione; un rapporto con il consiglio comunale improntato alla lealtà e con assidua presenza in aula del primo cittadino; concorsi celebrati in pochi giorni a differenza dei tempi biblici di prima; una rimodulazione dei fondi comunitari, con le progettazioni che stanno finalmente sanando il vuoto di opere pubbliche lasciato dalla precedente amministrazione. Ciò e tanto altro rappresentano il saldo effettivo di una rotta che è fondata sulla concreta azione di Pogliese, che di certo non può essere cancellata da un sondaggio di discutibile valenza e dalle incerte, e sicuramente approssimative, modalità di rilevamento. Come forza di maggioranza ai nostri avversari politici non chiediamo indulgenza, perché ne conosciamo doppiezza e capacità mistificatoria ma nell’interesse della comunità dei cittadini che vive un momento drammatico per la pandemia e anni di malgoverno, ci appelliamo affinché rispettino almeno il buon senso prima di parlare, ricordando che spesso “fa chiu cumpassa” un dignitoso silenzio”.
Per la deputata Maria Laura Paxia (Misto), l’ultimo posto conferma una guida politica inconsistente. “Un primato negativo che ci deve far riflettere e che, purtroppo, non mi sorprende affatto. Questo dato non fa altro che confermare lo stato in cui versa la nostra città, abbandonata a sé stessa, dalle periferie al centro storico. Catania è ai minimi termini e la guida politica inconsistente del primo cittadino, non ha apportato alla comunità alcun tipo di beneficio rispetto al passato, determinando anzi un peggioramento generale dovuto anche al clima di incertezza, aggravato dal dissesto economico del Comune”.
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