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“Intessuti di cultura”, la storia di Cynthia nata in Nigeria e arrivata a Catania da 20 anni

La storia Cynthia, nata in Nigeria 20 anni fa, è diventata il paradigma di un modo di fare accoglienza che parla di piccole comunità, di integrazione reale e di amicizia sincera

Parte da Cynthia, nata in Nigeria 20 anni fa. E arriva a Catania, a Villa Santa Maria degli Angeli, sede operativa del Consorzio di cooperative Il Nodo. Ci sono migliaia di chilometri e tante storie come quella di Cynthia dietro alla sfilata “Intessuti di cultura”, che si è tenuta venerdì 24 giugno, a partire dalle 19.30, nell’edificio di via Nuovalucello. L’appuntamento è nato dalla collaborazione tra il Consorzio Il Nodo e l’Istituto di Istruzione Superiore Marconi-Mangano di Catania. Tessuti, colori e stili usati per raccontare, con i fatti, l’integrazione e l’interculturalità.

Cynthia è ospite di uno dei progetti SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) dei Comuni di Catania e Acireale, gestiti dal Consorzio Il Nodo. Ed è anche una delle studentesse dell’Istituto Marconi-Mangano che ha lavorato alle collezioni di moda che sono state presentate a Villa Santa Maria degli Angeli venerdì. La sua storia è diventata il paradigma di un modo di fare accoglienza che parla di piccole comunità, di integrazione reale e di amicizia sincera. Nella settimana dedicata alle celebrazioni per la Giornata Mondiale del Rifugiato, lo scorso 20 giugno 2022, Il Nodo e l’Istituto di Istruzione Superiore Marconi-Mangano hanno scelto di partire dalla storia di una allieva per costruire conoscenza e cooperazione.

Sono nate così le tre collezioni che hanno sfilato ieri sera. Le prime due, “Safari” e “Geometrie africane”, sono state realizzate dalle ragazze e i ragazzi del settore Moda della Mangano, coordinate dalla professoressa Giulia Vela, responsabile del progetto e ideatrice della sfilata. La terza collezione, invece, era di abiti tradizionali originali arrivati direttamente dall’Africa con le persone che li hanno indossati: madri e figli, donne e uomini che hanno attraversato i continenti, portando con sé pezzi della loro cultura. In passerella hanno sfilato anche famiglie nate in Italia, rappresentazione plastica di un’integrazione che è già un dato di fatto.

Un quarto momento della serata, infine, è stato dedicato all’esibizione di “Moulage”, una tecnica sartoriale di cui gli studenti di Moda dell’indirizzo professionale Mangano sono maestri, che consiste nella realizzazione di un abito direttamente addosso alla modella, partendo semplicemente da un tessuto. In questo caso, tessuti africani gentilmente donati dai beneficiari e dalle beneficiarie dei progetti SAI del Consorzio Il Nodo.

“L’integrazione passa sicuramente dal sapiente lavoro di tessitura di relazioni e culture“, ha detto Fabrizio Sigona, presidente del Consorzio Il Nodo. “Il confronto tra giovani italiani e stranieri sul modo di raccontarsi attraverso il vestire è sicuramente un tassello fondamentale dell’esperienza interculturale”, ha aggiunto Sigona.

L’internazionalizzazione e l’inclusione sono sempre stati al centro dei percorsi formativi dell’istituto Marconi-Mangano”, ha commentato Egidio Pagano, dirigente scolastico dell’istituto. “Ancora una volta, grazie a un evento come questo, dimostriamo che includere e fare internazionalizzazione si può. Con strumenti semplici, ma efficaci. I nostri allievi sono i migliori interpreti di questi messaggi e di una formazione che sa essere al passo con i tempi”.

A fare da apprezzato sottofondo musicale all’intera serata è stato il trio guidato da Jalì Diabate, mediatore culturale e Griot senegalese (una sorta di cantastorie tradizionale), suonatore di Kora.


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