In tendenza

Investimento Intel a Catania: “Basta alla Sicilia terra di conquista”

Il segretario provinciale Angelo Villari punta il dito contro il ministro Giorgetti

L’0rmai quasi certezza che la nuova sede di Intel non sorgerà a Catania continua ad avere strascichi. Soprattutto in campo politico. Il segretario provinciale del Partito Democratico di Catania, Angelo Villari, infatti non lesina critiche nei confronti del ministro Giorgetti. Una posizione simile a quella già assunta nei giorni scorsi dalla Cgil e che aveva visto replicare proprio il ministero. “Le affermazioni sul dossier Intel del segretario generale della Cgil della Sicilia Alfio Mannino e di quello di Catania Carmelo De Caudo sono destituite di ogni fondamento, basate sul competo travisamento dei fatti e gravemente lesive dell’azione svolta dal governo e dal Ministero dello sviluppo economico, anche nelle interlocuzioni con i soggetti coinvolti. Verrà pertanto prontamente posta in essere ogni utile iniziativa, anche di tipo legale, a tutela del ministero e dell’azione politica del ministro Giancarlo Giorgetti“. E’ quanto si legge in una nota del dicastero in cui “si ricorda, infine, che il dossier Intel, come noto, da mesi non è più seguito dal Mise ma da un altro ministro presso la presidenza del Consiglio“.

Una tesi che però non trova concorde il segretario dei democratici, Villari, che oggi ricorda come il 29 settembre dello scorso anno avesse preso una posizione netta rispetto al possibile investimento della Intel a Catania, città che da oltre 50 anni con la STM ha rappresentato e rappresenta uno dei distretti tecnologici e della produzione della componentistica più importanti dell’Italia. “Ben 5 miliardi di euro per la produzione di chip, con importanti ricadute socio-economiche ed occupazionali. Il mio accorato appello alle istituzioni mirava ad evitare che la Lega premesse affinché l’investimento venisse realizzato in Piemonte o Veneto. A distanza di quasi un anno, con ogni probabilità Intel avvierà un polo produttivo proprio a Mirafiori, in Piemonte. Certamente un bel colpo del ministro per lo sviluppo economico leghista Giorgetti. Ma anche dei leghisti siciliani? Ebbene, questa è una vergognosa disfatta sulla pelle dei tanti giovani e più in generali dei tanti lavoratori che devono partire al nord per mettere a frutto i propri studi e le proprie competenze. È il risultato del malgoverno del centrodestra in Sicilia, come a Catania, ed è un monito per il futuro in vista delle prossime tornate elettorali. La Sicilia non può più essere terra di conquista. Noi non demordiamo. Catania anche attraverso la STM ed i nuovi investimenti previsti in questa azienda, può ancora rappresentare il punto principale per lo sviluppo industriale del nostro territorio”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo