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La Sea Watch sbarca a Catania. Accordo raggiunto: migranti in 7 Paesi, minorenni a Siracusa

Dopo 10 giorni di blocco in mare potranno raggiungere un rifugio sicuro: "siamo felici per i nostri ospiti, che il loro calvario ora giunga al termine, ma rimane un giorno vergognoso per l'Europa - dice Johannes Bayer, presidente di Sea Watch - i diritti umani non sono nulla che si debba negoziare e gli esseri umani non sono nulla di cui si dovrebbe mercanteggiare"

Si sblocca la situazione della Sea Watch: la nave ha avuto indicazione di dirigersi verso il porto di Catania. La scelta è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l’accoglienza di minori. I maggiorenni saranno immediatamente trasferiti all’hotspot di Messina e poi distribuiti in 7 Paesi europei diversi, tra cui Francia e Germania. Lo fa sapere il Viminale.

I 15 minorenni sono affidati ai servizi sociali del Comune di Siracusa. Il Tribunale per i minorenni di Catania, su ricorso della Procura minorile etnea, ha infatti nominato un tutore per ciascuno dei 15 minori presenti a bordo della Sea Wacth, al fine delle attività di tutela previste dalla disciplina interna e dalla normativa internazionale.

Dopo 10 giorni di blocco in mare potranno raggiungere un rifugio sicuro: “siamo felici per i nostri ospiti, che il loro calvario ora giunga al termine, ma rimane un giorno vergognoso per l’Europa – dice Johannes Bayer, presidente di Sea Watch – i diritti umani non sono nulla che si debba negoziare e gli esseri umani non sono nulla di cui si dovrebbe mercanteggiare”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, esulta dopo l’accordo raggiunto a livello europeo sulla Sea Watch e sui suoi 47 migranti a bordo dal 19 gennaio. “Missione compiuta – ha sottolineato il vicepremier -. L’Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità. Sei Paesi hanno accettato di accogliere gli immigrati: Francia, Portogallo, Germania, Malta, Lussemburgo e Romania”.

Ora Salvini auspica che venga aperta “un’indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong” e annuncia “un provvedimento che limiti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte”. Parlando del progetto in Transatlantico, precisa che non si tratta di un blocco navale ma di “norme già esistenti”. Sull’accoglienza dei 47 migranti a bordo della Sea Watch, sottolinea che vuole “avere certezza di quello che faranno gli altri Paesi” prima di dire cosa intende fare l’Italia.


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