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Mascalucia, candidato sindaco interviene a manifestazione scolastica, l’ira degli altri candidati: “strumentalizzazione a fini elettorali”

Nota congiunta di Francesco D'Urso Somma, Concetta Lucia Italia e Alessandro Salerno

Apprendiamo da testimonianze fondate che giovedì 31 maggio durante una manifestazione del circolo didattico “Giuseppe Fava” di Mascalucia , il candidato sindaco Vincenzo Magra abbia pubblicamente preso la parola e svolto un intervento“. Con queste parole inizia la nota congiunta dei candidati Francesco D’Urso Somma, Concetta Lucia Italia e Alessandro Salerno a commento della partecipazione del candidato Magra all’evento intitolato “Festa dello Sport” che si svolgeva nell’impianto sportivo comunale “Bonajuto Somma”.

Non riusciamo a comprendere a quale titolo egli abbia ritenuto di intervenire in quel contesto e riteniamo grave e inopportuno il comportamento del candidato Magra che non ha esitato a strumentalizzare un’iniziativa che coinvolgeva bambini delle classi di scuola elementare e i loro genitori a fini elettorali. Fatichiamo a inquadrare l’accaduto nella normale dialettica politica poiché riteniamo davvero deplorevole, sul piano morale, approfittare di una gioiosa, quanto “politicamente laica”, manifestazione di piccoli scolari e genitori per carpire una manciata di attenzione elettorale in più. Ma su questo lasceremo il candidato e i suoi cattivi consiglieri a misurarsi con la propria coscienza. Ma quello che riteniamo estremamente grave – si legge nella nota – e sul quale vogliamo fare chiarezza, è il ruolo che ha avuto in tutto questo l’istituzione scolastica pubblica, che dovrebbe essere il luogo della legalità e della educazione civica per eccellenza, e che invece si è prestata a squallidi palcoscenici pre-elettorali. Abbiamo deciso di scrivere questa nota congiunta per restituire dignità a questa campagna elettorale ed esprimere un chiaro segno di demarcazione tra chi, pur nella diversità di idee e programmi politici, metterà sempre al primo posto la correttezza e il rispetto istituzionale, e chi invece pensa di poter utilizzare le pubbliche istituzioni come se fossero il salotto di casa propria”.


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