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Nasce ufficialmente il gruppo di lavoro “Brand Catania 2023”: innovazioni e riflessioni per il rilancio della città

Un gruppo di lavoro composto da istituzioni  e cioè Comune, Camera di Commercio,  Aeroporto, Amt, Università di Catania ma anche imprenditori e un numero ancora ristretto di associazioni destinato ad allargarsi molto presto

Da oggi “Brand  Catania 2023” non è più solo un’idea ma un gruppo di lavoro composto da istituzioni  e cioè Comune, Camera di Commercio,  Aeroporto, Amt, Università di Catania ma anche imprenditori e un numero ancora ristretto di associazioni destinato ad allargarsi molto presto. L’obiettivo è ormai chiaro: un cambio di passo per la reputazione della città, e per favorire innovazioni e nuove riflessioni.

I punti chiave sono la valorizzazione dell’Etna Valley, del centro storico e delle attitudini imprenditoriali che a Catania poggiano sull’  agroalimentare con relativa filiera bio, eno-gastronomica, dolciaria, hitech e ICT, cultura e turismo esperienziale. Ma non solo.

All’incontro pubblico di ieri mattina tenutosi nella sala dell’ex autorimessa Amt R1 che sta per diventare un museo anche grazie all’esperienza della street art di Emergence festival, sono intervenuti Giuseppe Mario Patti, promotore di Brand Catania, imprenditore ICT e socio fondatore Etna Hitech, insieme a Stefano Rolando, professore Università IULM Milano e direttore Associazione Brand Milano, Enzo Bianco, sindaco di Catania, Germana Barone, docente universitaria e delegata del Rettore dell’ Università di Catania, Piero Agen, presidente della Camera di Commercio Sud Est Sicilia, Nico Torrisi, amministratore delegato SAC Spa
 e Puccio La Rosa, presidente dell’ AMT- Azienda Metropolitana Trasporti Catania. Sono anche intervenuti i rappresentanti di Gammazita, Consulta Accademia Belle arti di Catania, gruppo Facebook Catania città metropolitana.

Guardando al modello avviato in alcune importanti città metropolitane europee, Catania può e deve dotarsi di un piano per incrementare attrattività e qualità sociale. Spiega l’ingegnere Patti: “il “Cantiere delle ragioni” nazionale, che nei mesi scorsi fu lanciato proprio a Catania nell’ottica di avviare una nuova “fase di ascolto” e responsabilità, oggi ritorna con “Brand Catania”, così come a Milano è già ripartito con l’omonimo Brand. Catania deve recuperare subito il rapporto di fiducia civica con le istituzioni, ma queste non possono più sottrarsi al confronto etico e democratico con le idee dei cittadini. Il contesto civile (professioni, associazioni, gruppi spontanei, scuole, università, eccetera) ha il dovere di approfondire il suo progetto e di offrirlo alle istituzioni, a patto che queste si impegnino in un ascolto serio e non stereotipato o di facciata”.

Brand Catania crede sia necessario individuare quale sia la vera identità cittadina. Le domande chiave sono: che città è diventata in questi anni? Quali valori nuovi propone e quali legami negativi col passato persistono? Ma anche:  quali sono i “processi narrativi” in corso che investono la città e la comunità: cosa si dice di Catania? Cosa raccontano i catanesi di se stessi e del proprio territorio?

Per Rolando è necessario “tenere la propria Storia e consentire il cambiamento. La città oggi è il nuovo soggetto emergente che contiene in sé un patrimonio simbolico, al tempo stesso morale e materiale, fatto di luoghi, arte, cultura, narrazione. Adesso è necessario stringere un patto, che riteniamo assolutamente possibile”.

Il “patto” al quale si riferisce Rolando, è quello tra forze produttive, sociali e della conoscenza con le istituzioni e in effetti anche il sindaco Bianco si è detto d’accordo con l’idea di un Brand Catania inteso soprattutto come un “piano strategico per la città”, che dovrebbe guardare di più alle potenzialità del Vulcano Etna e del distretto del Sud est.

Per il primo cittadino bisogna guardare non solo al Brand Milano, città che ha avuta dalla sua l’Expo, ma anche a quello del Brand Torino del sindaco Valentino Castellani,  che ha potuto contare sulle Olimpiadi. “Quale potrebbe essere l’evento chiave per Catania? Visto che siamo ambiti soprattutto dai giovani, che a proposito di brand e percezione, ci considerano una città accogliente e positiva, potremmo pensare all’ipoteso di candidarci a “Capitale europea dei giovani Erasmus”.

Carico di ottimismo l’intervento della docente  Barone che ha ricordato come l’Ateneo punti molte energie sul fronte dell’innovazione, con i suoi brevetti, gli spin off, gli eventi e il sistema museale, mentre il presidente Agen ha segnalato come “in questa terra dell’Etna e del Barocco, spesso facciamo le cose da soli, senza un progetto che metta insieme i progetti. Però noi con Brand Catania ci siamo. Il Sud est è uno dei mix più forti che ci sono in Italia”.

È tempo di uscire dagli stereotipi positivi e negativi, e di abbandonare l’ autocompiacimento consolatorio, come ha segnalato con  forza l’Ad di Sac, Torrisi:  “il brand Sicilia è vincente, separato dal Brand Italia come accade solo nel caso della Toscana, ma siamo arretratissimi e il gap si sta sempre più dilatando” .

Bisogna fare in fretta dunque, anche se per il presidente di AMT, La Rosa, l’innovazione  può anche passare dall’arte: “Da 8 mesi stiamo puntando a rilanciare il brand dell’Amt e finalmente abbiamo un bilancio con un utile di impresa. Guardiamo a quest’azienda come alla Catania che cammina: questi esempi di street art che stanno cambiando volto alla nostra autorimessa sono parte di un percorso per il riposizionamento del territorio”.


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