Politica Chieste garanzie

Privatizzazione Sac, Mpa e M5S chiedono più garanzie: “Trasparenza e controllo pubblico”

Condividi
L'interno dell'aeroporto di Catania

Il percorso verso la privatizzazione della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, continua ad alimentare il dibattito politico. Dopo la conclusione della prima fase della procedura, con dieci operatori economici ammessi alla fase successiva della selezione, arrivano nuove prese di posizione da parte del gruppo Mpa-Grande Catania al Consiglio comunale etneo e del Movimento 5 Stelle all’Ars.

Per il gruppo Mpa-Grande Catania il confronto non deve essere interpretato come una contrapposizione ideologica alla privatizzazione, ma come la richiesta di precise garanzie a tutela dell’interesse pubblico.

Il dibattito sulle sorti dell’aeroporto di Catania – affermano i consiglieri – si è sempre incentrato su valori guida ben definiti: tutela dell’interesse pubblico, trasparenza procedimentale, salvaguardia del controllo strategico, valorizzazione del territorio e tutela dei lavoratori“.

Secondo gli esponenti del movimento, gli aeroporti di Catania e Comiso rappresentano “un imprescindibile motore economico e infrastrutturale non negoziabile» e proprio per questo il percorso avviato dovrà garantire «trasparenza, controllo e governance strategica, vincoli stringenti sugli investimenti e sul masterplan, valorizzazione del territorio e dello scalo di Comiso, oltre alla tutela dell’occupazione e all’introduzione di clausole sociali“.

Sulla vicenda interviene anche la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, che ha trasmesso al presidente della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars, Giuseppe Carta, una nota contenente quindici quesiti sulla procedura di vendita della quota di maggioranza della Sac.

Abbiamo sempre posto molti dubbi e presentato ufficialmente domande a cui non abbiamo mai avuto risposte – afferma Campo –. Questo acuisce i nostri sospetti su un’operazione che tutto sembra fuorché economicamente vantaggiosa per la Sicilia e per i siciliani“.

La parlamentare pentastellata evidenzia come, a suo giudizio, manchi “uno studio indipendente che dimostri la maggiore convenienza della vendita rispetto al mantenimento del controllo pubblico“, sottolineando inoltre che la procedura si svolge mentre la Camera di Commercio del Sud-Est, principale azionista della Sac, è ancora amministrata da un commissario straordinario.

Particolare attenzione viene riservata al futuro dello scalo di Comiso. “Nella procedura – osserva Campo – non risultano ancora fissati investimenti minimi, livelli di traffico, nuove rotte, standard occupazionali, scadenze e penali specifiche per Comiso. Quali garanzie impediranno che lo scalo ibleo venga utilizzato soltanto come aeroporto di emergenza o di riserva, mentre traffico, risorse e investimenti saranno concentrati su Catania?“.

Per il Movimento 5 Stelle esisterebbe un’alternativa alla privatizzazione: la creazione di una rete aeroportuale siciliana interamente pubblica che coordini gli scali di Catania, Palermo, Comiso e Trapani, integrando nella programmazione anche Lampedusa e Pantelleria.

La rete aeroportuale pugliese dimostra che un sistema pubblico e coordinato tra più scali non è un’ipotesi astratta – conclude Campo –. Anche in Sicilia esistono già le condizioni per realizzarlo. La scelta del Governo regionale, invece, è stata quella di avviare la cessione della maggioranza della Sac“.