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Sbarchi, veliero incagliato ad Aci Trezza, due fermi

Dopo lo sbarco, due stranieri sono stati fermati su un autobus turistico con zaini contenenti, tra l’altro, cellulari, un satellitare, indumenti bagnati e danaro in contante

La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha coordinato le attività svolte dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Catania che hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto

  1. Vladimir Iarmak, nato in Russia (classe 1960)
  2. Yevhen Paryhin, nato in Ucraina (classe 1999)

in quanto gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il provvedimento restrittivo è scaturito dalle attività investigative eseguite in occasione dell’arrivo, intorno alle 2:30 del 14 ottobre scorso, nel litorale ionico all’altezza di Acitrezza (CT), di 84 migranti di varie nazionalità, che si trovavano a bordo di un veliero che si è incagliato nelle rocce.

A seguito della segnalazione della Guardia Costiera di uno sbarco autonomo di migranti che si stavano allontanando nelle vie limitrofe, é intervenuto personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, per provvedere alle consuete attività di identificazione, foto-segnalamento nonché alle prime incombenze di carattere sanitario.

QUI il video

In quel contesto, personale della Squadra Mobile, a seguito di una nota diramata dalla sala operativa della questura etnea, grazie a quanto segnalato dagli operatori di Frontex presenti sul posto nell’ambito delle attività di accoglienza dei migranti, ha intercettato a bordo di un autobus turistico in transito per le vie centrali di Catania due persone russofone, trovate con zaini contenenti, tra l’altro, cellulari, un satellitare, indumenti bagnati e danaro in contante.

Sulla scorta degli elementi acquisiti sono stati ascoltati alcuni testimoni dell’evento migratorio, dalle cui dichiarazioni è emerso che i due rintracciati, identificati per Vladimir Iarmak, nato in Russia il 12 novembre 1960 e Yevhen Paryhin, nato in Ucraina il 28 febbraio 1999, erano i componenti di un’organizzazione più ampia; i due avevano condotto il veliero dalla Turchia (segnatamente da Bodrum) sino alle coste sicule.

Dalle dichiarazioni rese dai migranti e dal materiale posto sotto sequestro, e che dovrà essere dettagliatamente analizzato, appare ragionevole ritenere che il veliero, partito dalla Turchia qualche giorno prima, per ragioni allo stato non conosciute, si sia incagliato. Inoltre, è emerso che i trafficanti, approfittando delle situazioni di estrema vulnerabilità dei migranti – per lo più afgani, iracheni e siriani – hanno aumentato i prezzi del viaggio clandestino, chiedendo come corrispettivo addirittura 10mila euro a persona.

Espletate le formalità di rito, i fermati sono stati associati, Vladimir Iarmak nella casa circondariale di Termini Imerese (PA), Yevhen Paryhin in quella di Enna, a disposizione dell’autorità giudiziaria competente, e su richiesta di questo Ufficio il Gip di Catania ha convalidato il fermo ed emesso contestuale ordinanza di custodia cautelare in carcere.


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