“Capisco la reazione spesso smodata di tanta gente. Ma i disgraziati che dormono in macchina nei vari parcheggi cittadini, sono meno meritevoli delle attenzioni dei generosi albergatori siracusani? Ancora, le messe e le preghiere dell’Arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo seguite dal silenzio quando gli è stato chiesto aiuto per le donne e bambini che prima o poi dovranno lasciare il Cara di Mineo? Dice che l’accoglienza è un obbligo morale per ogni cristiano. Chi mi legge è presumibile che storca il naso. Mi sento come il veterano di guerra che guarda le reclute in partenza per il fronte. Provo un misto tra tenerezza e nausea”. Il direttore del Cara di Mineo, Francesco Magnano, interviene in questo momento drammatico per il sistema di accoglienza in Italia.
Lui, oggetto di continue richieste di chiarimenti in merito alla questione della nuova legge detta Decreto sicurezza, siracusano, è rimasto colpito dalla SeaWhatch e dalle reazioni che la nave con a bordo 47 migranti ha comportato: una netta divisione tra le due posizioni – “fateli scendere” e “aiutateli a casa loro” – che ha prodotto scontri sui social. “Devo rilevare che le due opposte fazioni sono comunque disinformate rispetto al fenomeno dei flussi migratori – spiega Magnano – Diversamente per gli addetti ai lavori, che ovviamente ben conoscono la materia”.
Impegnato nella direzione del Cara di Mineo, colpito dall’operazione sulla mafia nigeriana, ha diretto centri per minori stranieri non accompagnati, per siriani, per donne sole e vulnerabili e – dice – ha sviluppato una visione disincantata della questione. “Vorrei che ogni giudizio urlato fosse preceduto da una profonda riflessione. Accoglienza è un impegno morale – sottolinea – Accoglienza non può prescindere dal concetto stesso di inclusione sociale e integrazione. Abbiamo fallito in tema di integrazione. Tutti i dinegati sono rimasti fuori dal circuito, fantasmi senza documenti; la paga dei braccianti dipende dal possesso o meno dei documenti. I sostenitori, sono tantissimi, dell’accoglienza senza limiti, non hanno la benché minima idea di cosa voglia dire. Specialmente quanto possa incidere sugli equilibri sociali e demografici. Sono per l’accoglienza dei 500.000 mila prigionieri in Libia in Europa. 18.000 per ogni nazione. Poi però sono per blocchi navali e terrestri”.
Tornando alla Sea Whatch, Magnano ricorda il blitz della Prestigiacomo e lo associa al voto della legge Bossi Fini sul reato di clandestinità durante il Governo Berlusconi: “vederla tanto impegnata nella strenua difesa dei poveri disperati a bordo della SeaWhatch mi lascia quanto meno perplesso. Ho usato un eufemismo trattandosi di una signora”.
Adesso chiunque pare sia pronto, almeno a parole, ad ospitare i 47 cittadini stranieri. Anche gli albergatori siracusani, disposti a ospitare e perfino assumere i migranti della nave SeaWhatch. “Ma hanno idea del percorso amministrativo e giudiziario per l’ottenimento del permesso di soggiorno?”. Lui, che ha cento persone da sistemare in caso di dismissione del Cara di Mineo, non sa più cosa pensare.
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