Ultime news

Terremoto a Catania, attesi Di Maio e Salvini: nel pomeriggio la Giunta regionale dichiarerà lo stato di calamità

E intanto è passata la prima nottata e grazie all’immediato intervento della Protezione Civile regionale, che ha sottoscritto una convenzione con Federalberghi, tutti gli sfollati che lo hanno richiesto sono stati alloggiati in albergo

I vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio saranno oggi in visita sui luoghi colpiti dal terremoto di magnitudo 4.8 che ieri ha colpito il Catanese causando crolli e numerosi feriti. Previsto, nel pomeriggio, anche un vertice in prefettura per fare il punto sulla situazione. Nei luoghi maggiormente colpiti dal sisma è in arrivo anche un team della Protezione Civile. Alle 10.30 a Zafferana e sopralluogo delle frazioni di Fleri, Pisano e Poggio Felice. Alle 11,45 a Santa Venerina, alle 12,50 Acireale (Pennisi), alle 13.45 Aci Sant’Antonio, alle 14.25 Viagrande e chiusura alle 15.30 con la riunione alla Prefettura di Catania.

Con i due vicepremier anche tutta la deputazione catanese nei territori colpiti dall’evento sismico, per stare vicino agli sfollati e verificare lo stato dei luoghi, in modo da approntare e pianificare gli aiuti da parte del Governo nazionale per queste zone. La Giunta di Governo regionale si riunirà intanto oggi pomeriggio – in seduta straordinaria – per dichiarare lo stato di calamità, con la contestuale richiesta a Roma della dichiarazione di emergenza. E intanto è passata la prima nottata e grazie all’immediato intervento della Protezione Civile regionale, che ha sottoscritto una convenzione con Federalberghi, tutti gli sfollati che lo hanno richiesto sono stati alloggiati in albergo. Cinquanta euro a notte, pensione completa, e il 30 per cento in meno in caso di bambini fino ai 12 anni: è questo l’importo stabilito dalla convenzione stipulata tra i Comuni di Aci Catena, Acireale, Aci Sant’Antonio, Santa Venerina, Viagrande e Zafferana Etnea da una parte e Federalberghi Catania dall’altra.

Oggi proseguiranno i controlli con 20 squadre che verificheranno la staticità degli immobili. “Siamo abituati a convivere con le scosse e anche con i danni agli edifici – le parole del presidente della Regione Nello Musumeci – Stiamo cercando di capire come si evolverà l’attività effusiva e sismica, oltre a interrogarci se i Comuni hanno il Piano di protezione civile. Insomma, se tutto è predisposto perché si possa affrontare e gestire al meglio una condizione di emergenza. Gli sfollati? Speriamo possano tornare presto nelle loro case perché non si può vivere in un Palasport o in un albergo se non per alcuni giorni. Noi dobbiamo invece vigilare sulle infrastrutture, su quelle particolarmente sensibili come gli ospedali e le scuole. Sono questi i veri temi che devono fare riflettere tutti”.

La Cgil di Catania, assieme agli altri sindacati catanesi, ha più volte posto l’accento sulla necessità che un territorio altamente sismico come quello catanese riceva un’attenzione istituzionale commisurata al rischio effettivo. Da anni la Camera del lavoro evidenzia gli studi degli addetti ai lavori che illustrano uno scenario grave e impossibile da collocare in un tempo preciso, ma che necessita di una programmazione seria in termini di messa in sicurezza del territorio (scuole, ospedali, ma anche abitazioni private). “Serve un piano ventennale a sostegno delle città etnee e dello stesso capoluogo – si legge in una nota del sindacato – senza consumo di suolo e nell’ottica di una forte diffusione della cultura antisismica con il pieno coinvolgimento della Protezione Civile. Ora è necessario sostenere al massimo la popolazione colpita, anche in termini di accoglienza nelle prossime ore per chi non può più contare su una casa sicura”.

Per Giovanni Musumeci (segretario generale territoriale Ugl) è invece scandaloso non considerare il territorio di Catania a rischio sismico di livello 1: “Catania e il suo territorio continuano a contare danni causati da terremoti, ma intanto il livello relativo alla classificazione del rischio sismico rimane scandalosamente inchiodato al secondo. E’ chiaro che dietro tutto ciò non possono che esserci precise responsabilità – è il duro commento dopo gli ultimi eventi sismici rilevanti che si sono registrati in provincia – Ci sono centinaia di migliaia di persone che vivono in un’area, come quella nostra, ad alta densità urbanistica, stretti tra diverse faglie e la presenza del vulcano attivo più alto d’Europa. Basterebbe solo questo per dichiarare lo stato massimo di pericolo ed, invece, inspiegabilmente fino ad oggi non è stato così. Domani Catania riceverà l’ennesima visita di un autorevole componente del governo, ma la solidarietà alle popolazioni colpite e i proclami non bastano a nulla se poi, oltre ai risarcimenti, non si fa nulla per la prevenzione. Siamo vicini agli abitanti della zona interessata dal sisma di questa notte e ci auguriamo che tanta devastazione possa finalmente scuotere le coscienze di chi è chiamato a mettere il proprio nome a ogni cosa. Come il massimo livello di rischio che questa terra invoca.”


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni