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Venerdì alla Corte Mariella Lo Giudice di Catania in scena la commedia di Plauto, diretta da Cinzia Maccagnano e interpretata da Marco Simeoli

Per tutto lo sviluppo della vicenda, Epidico si trova nella condizione di essere giudicato colpevole per le sue malefatte e conseguentemente punito

Di questa sua commedia Plauto diceva “è una commedia che amo come me stesso”. E di sicuro  “Epidico”, tra le ultime commedie del drammaturgo latino, racchiude davvero tutti gli ingredienti del suo teatro, tanto da poter essere considerato un vero e proprio sunto di teatro plautino. Epidicus- La commedia del doppio imbroglio è diretta dalla regista Cinzia Maccagnano, grande frequentatrice dei classici latini e greci e vede protagonista l’attore Marco Simeoli, nei panni, appunto, del servu callidus (abile e astuto servitore).

Proposta da Artelè, la pièce va in scena venerdì 19 agosto alle ore 21 alla Corte Mariella Lo Giudice del Palazzo della Cultura per Catania Summerfest e sabato 20 agosto alle ore 21 alla Corte Gargallo di Siracusa nell’ambito del festival MediterrArtè (organizzata nella città aretusea da Artelè). La commedia – nella traduzione teatrale di Filippo Amoroso – vede in scena anche Cesare Biondolillo, Luna Marongiu, Mariano Viggiano, Salvatore Riggi, Ginevra Di Marco, Gaia Bevilacqua. Le musiche sono di Germano Mazzocchetti, scene e costumi di Monica Mancini, maschere Luna Marongiu mentre Valentina Enea Mancini è assistente alla regia e direttore di scena. Al centro della commedia c’è Epidico che ordisce trame continue per favorire gli incontri amorosi del suo giovane padrone.

Questo susseguirsi d’inganni e situazioni paradossali, è il meccanismo che svela la trama, fatta, come è solito nella commedia, di innamoramenti e ripensamenti, di raggiri a danno del padrone e spiritose invenzioni a beneficio del servo. Il pretesto è un doppio innamoramento: Stratippocle, giovane padrone, ama una fanciulla e con l’aiuto di Epidico inganna il vecchio padre affinché la riscatti; peccato che, partito per la guerra, Stratippocle torna innamorato di un’altra fanciulla. E serve un altro inganno, e un altro ancora, e ancora, in un susseguirsi di tranelli e imbrogli.

Per tutto lo sviluppo della vicenda, Epidico si trova nella condizione di essere giudicato colpevole per le sue malefatte e conseguentemente punito. La commedia plautina si ingarbuglia, in un susseguirsi di situazioni comiche, in una carrellata di personaggi tipici (il soldato, la suonatrice, il vecchio, ecc.) resa attraverso la rotazione di tre attori per più personaggi, attorno a un “perno” di personaggi fissi, tra cui lo stesso Epidico.

Una giostra esilarante, paradigma del mondo plautino in cui alla vivacità dei personaggi si somma il paradosso delle situazioni. Con una conclusione, anche questa, tipica in Plauto e non solo, in cui il servo riuscirà a farla franca, a conquistare la libertà con annesso banchetto.


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