Due anni e sei mesi di reclusione per calunnia e falsità ideologica per l’agente della polizia di Stato Rosario Rapisarda (tre anni era la richiesta); assolti perché il fatto non sussiste i due assistenti capo, Giovanni Brischetto e Aurelio Paratore accusati di lesioni personali (richiesti due anni e dieci mesi) e il titolare di un bar di Acireale, Paolo Rino Torre, accusato di oltraggio a pubblico ufficiale (richiesti sei mesi), e sua moglie Patrizia Santonocito, accusata di omessa generalità, reato prescritto. E’ la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Catania.
I fatti al centro del procedimento risalgono al 18 febbraio del 2012. Secondo l’accusa, Rapisarda avrebbe riferito ad agenti del commissariato di Acireale di essere stato aggredito da Paolo Rino Torre a causa di uno scontrino sbagliato e avrebbe poi redatto una falsa relazione di servizio. Gli altri due poliziotti vennero accusati di lesioni personali nei confronti del barista per averlo colpito per punirlo dell’aggressione nei confronti del collega. Nel processo sono state parte integrante le riprese di videosorveglianza regolarmente installate all’interno dell’esercizio. L’accusa è stata sostenuta in aula dal Pg Sabrina Gambino.
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