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Acireale, Villa Belvedere abbandonata all’incuria. Cannavò: “ieri era il nostro polmone verde, oggi è un luogo di degrado”

Sterpaglie, rovi ed erba alta accolgono cittadini e turisti in cerca di ristoro dalle alte temperature

“Ancora una volta questa amministrazione comunale dimostra scarsa sensibilità e attenzione per le esigenze dei cittadini”. Così Gianluca Cannavó, già amministratore comunale e consigliere provinciale, oggi presidente dell’associazione ‘L’impegno continua’, interviene sullo stato in cui versa la Villa Belvedere di Acireale, polmone verde della città, abbandonata all’incuria e al degrado. Sterpaglie, rovi ed erba alta accolgono cittadini e turisti in cerca di ristoro dalle alte temperature.

“È inaccettabile che questa area a verde sia ridotta in questo stato – prosegue Cannavò – Non si tratta solo di estetica ma di vivibilità dei luoghi. Per non parlare dei servizi igienici, inutilizzabili. Il nostro Belvedere è ridotto in uno stato pietoso ma rispecchia, purtroppo, le condizioni in cui versa l’intera città”. L’ex assessore sottolinea anche l’inadeguatezza dell’orario di chiusura dell’area per un comune a vocazione turistica. “È assurdo riempirsi la bocca di parole come turismo quando poi, in concreto, non si intraprendono azioni per favorire l’accoglienza turistica – spiega Gianluca Cannavò – Chiudere la Villa Belvedere alle ore 20 significa non rendersi conto delle potenzialità di quest’area. D’altronde è anche vero che se la si tiene in queste condizioni forse è meglio che turisti e residenti la frequentino il meno possibile”.

Cannavò chiede all’amministrazione comunale di intervenire in tempi brevi per riportare alle condizioni di vivibilità il polmone verde cittadino. “Sappiamo bene che il degrado porta altro degrado – conclude Cannavò – Per questo motivo è fondamentale intervenire il prima possibile per evitare che la villa si riduca in condizioni peggiori e diventi totalmente inaccessibile per residenti e turisti”.


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