In tendenza

Avviato a Mascalucia il progetto di rilancio dei vigneti etnei collinari

Una nuova denominazione d’origine controllata per i vitigni collinari e la creazione di un polo strategico per la viticoltura etnea nei locali ex Pime di Mascalucia al centro dell’incontro programmatico organizzato dal sindaco

Nella cornice della struttura appartenuta al Pontificio Istituto Missioni Estere, recentemente acquistata dal Comune di Mascalucia, ha avuto luogo l’incontro programmatico “Valorizzare i vigneti etnei della fascia collinare”. Un autentico laboratorio progettuale, organizzato dal comune mascaluciese nella persona del Sindaco Vincenzo Magra, che ha visto la partecipazione delle deputazioni regionali, dell’Università di Catania, di tecnici, stakeholders ed il coinvolgimento di 27 sindaci della provincia etnea (Catania, Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Giarre, Gravina di Catania, Maletto, Mascali, Misterbianco, Paternò, Piedimonte Etneo, Randazzo, Riposto, San Giovanni la Punta, San Gregorio, San Pietro Clarenza, Sant’Agata li Battiati, Santa Maria di Licodia, Tremestieri Etneo, Santa Venerina, Valverde).

Presenti al tavolo tecnico il Vicepresidente della Regione Siciliana, nonché Ass. Reg. dell’Agricoltura, On. Luca Sammartino; il Presidente dell’ARS On. Gaetano Galvagno, l’Ass. Reg. per l’Economia On. Marco Falcone, l’On. Dario Daidone e l’On. Giuseppe Lombardo, il Direttore del Dipartimento Di3A UNICT Prof. Mario D’Amico, il produttore Dott. Alfio Nicotra, il delegato ONAV Dott. Danilo Trapanotto e l’Ing. Antonino Paternò, coordinatore del GAL Etna SUD.

In apertura di lavori il Sindaco Magra ha presentato l’idea progettuale oggetto dell’incontro, consistente nel rilancio della viticoltura etnea collinare, che ha reso Mascalucia uno dei primi vigneti di Sicilia, in un percorso finalizzati alla nascita di un consorzio di produttori operanti tra i 300 ed i 600 m slm che faccia da apripista alla creazione di una nuova denominazione geografica tipica tramite cui tutelare i vitigni autoctoni mediante il supporto di un ecosistema di sviluppo a 360 gradi.

E proprio l’approccio sistemico è stato al centro dell’intervento del VicePres. Della Regione Siciliana nonché Ass. Regionale all’Agricoltura On. Luca Sammartino che ha ribadito la necessità di implementare le produzioni collinare vitivinicoli quali volano di sviluppo del comparto enoturistico locale. L’Assessore ha, inoltre, rimarcato l’esigenza di formare i giovani studenti adeguatamente, prefigurando la creazione di un polo di orientamento al mercato nei locali ex Pime, di un locale distaccamento dell’“Istituto Regionale Vini e Olio” e di un corso di laurea in enologia all’’interno del Dipartimento Di3A dell’Università di Catania.

Ampia condivisione progettuale anche da parte del Presidente dell’ARS On. Gaetano Galvano che ha parlato di un’opportunità e una sfida di sviluppo da implementare, mentre l’Ass. Reg. per l’Economia On. Marco Falcone ha sottolineato la volontà da parte del governo regionale di stimolare una “idea coltura” con cui rilanciare la produzione vitivinicola collinare mediante il lavoro sinergico degli amministratori locali con tecnici e produttori.

Una sfida, dunque, particolarmente sentita nella maggioranza di governo regionale, come anche ribadito dall’On. Dario Daidone e dall’On. Giuseppe Lombardo che hanno rispettivamente evidenziato la vicinanza del governo rispetto ad una “legittima ambizione di sviluppo” e la valenza di un progetto da sviluppare di concerto col governo regionale per dare nuova vita ai “vitigni autoctoni”.

Vitigni che, come esposto dal Direttore Di3A Unict professore Mario D’Amico, sono al centro dell’attività di ricerca del dipartimento “agricoltura, alimentazione e ambiente” dell’ateneo catanese da sempre attenta ad un comparto le cui radici affondano in Sicilia al 7 secolo A.C e a formare tecnici che possano affiancare le amministrazioni ed i produttori in percorsi virtuosi di sviluppo

E proprio l’attività di sviluppo e valorizzazione è stata centrale nell’intervento del produttore nonché promotore del percorso Dott. Alfio Nicotra, che ha esposto ai presenti il valore commerciale dei vitigni autoctoni locali (Insolia, Grecanico, Alicante) in relazione ai trend di consumo attuali del mercato nazionale ed internazionale, come anche sottolineato dal delegato ONAV provinciale Dott. Danilo Trapanotto che a sua volta ha delineato l’attività dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino tesa al riconoscimento della qualità del vino e al supporto e all’assistenza nella realizzazione di prodotto da qualità da esportare all’estero.

In tema di export e sviluppo imprese si è espresso anche l’ingegnere Antonio Paternò, coordinatore GAL Etna SUD, che ha contestualizzato l’attività dei gruppi di azione locale a supporto dell’imprenditoria ed in anteprima ha annunciato la nascita di un incubatore di imprese nei territori del GAL Etna SUD che possa offrire formazioni e servizi specificamente votato al marketing e allo sviluppo aziendale.

In chiusura, il sindaco Magra ha altresì evidenziato la valenza polifunzionale del progetto, nell’ottica di tutela di un patrimonio storico fatto di muretti a secco, rasole, torrette e le vestigia di palmenti ma anche di tutela ambientale tramite l’istituzione di un catasto vitivinicolo mediante cui adibire terreni incolti e abbandonati a vigne, sottraendoli all’abbandono e al degrado. Infine, ha evidenziato la valenza di un incontro capace di esemplificare “la capacità della buona politica a tutti i livelli, a prescindere delle appartenenze, di saper lavorare sinergicamente e di concerto con la società civile per programmare proattivamente la crescita dei nostri territori”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni