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Bronte, il contratto di fiume e la diga di Bolo possono salvare il Simeto

"Ho chiesto ed ottenuto un vertice a Villa delle Favare, a Biancavilla, sede del Gal Etna. Si tratta di uno strumento ideato anche per tutelare i territori fluviali dal rischio idraulico"

“È tutto vero! Il Simeto, un tempo navigabile, per tutta la lunga estate è in secca, mentre d’inverno fa paura per le piene. E tutto con il silenzio di alcune istituzioni. Ma non gettiamo la croce sugli Enti locali: i Comuni non hanno la forza per intervenire ed assistono inermi al precipitare della situazione che diventa sempre più drammatica e che mette a repentaglio uno dei settori agricoli di eccellenza”. A parlare è il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, dopo le denuncia dei media sulle condizioni del Simeto.

“Come possiamo noi con i rigidi bilanci dei Comuni provare ad intervenire su un fiume così grande ed imponente? – domanda il sindaco di Bronte –. Pensate che nell’ottobre scorso, quando è venuta giù l’ormai annuale e catastrofica bomba d’acqua, ho visto i 7 ponti, che nel mio territorio sovrastano il fiume, inondati fin oltre il livello della carreggiata. Eppure questi ponti sono alti rispetto alla linea normale del fiume anche 12 metri. Sarà il cambiamento climatico, sarà l’aumento della temperatura, ma se oggi il fiume è praticamente secco, d’inverno fa paura agli agricoltori, che dobbiamo ringraziare perché vicino al fiume si ostinano a coltivare frutti di eccellenza, che arricchiscono il paniere dei nostri prodotti tipici a vantaggio della nostra economia e dell’occupazione”.

Firrarello cerca di trovare una soluzione da tempo. “Ci penso ogni giorno – spiega –. Ci penso ogni giorno. Una possibilità che non bisogna farci sfuggire è il “Contratto di fiume”. In proposito ho chiesto ed ottenuto un vertice a Villa delle Favare, a Biancavilla, sede del Gal Etna. Si tratta di uno strumento ideato anche per tutelare i territori fluviali dal rischio idraulico. Questo strumento, che si avvale delle risorse comunitarie, ci potrebbe aiutare a mettere in sicurezza gli argini, ed evitare che interi frutteti vengano inondati e ricoperti di detriti di ogni tipo. Per riuscirci però ci vuole concertazione ed unità di intenti fra le varie forze in campo. Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione e gli obbiettivi devono uniformare idee e sinergie. Solo così potremo dare risposte alla collettività. Sulla siccità che arroventa le campagne d’estate quando il Simeto è in secca poi ho da tempo dettato una possibile soluzione. Perché crediate mi sia battuto e continuo a battermi affiche si realizzi la diga di Bolo? Lo faccio per rispondere alla sete della Piana di Catania che chiede acqua per scopi agricoli ed industriali. Ed allora vediamo di centrare tutti insieme i veri problemi – conclude il sindaco –. Individuiamo chi sono gli interlocutori in grado di intervenire che non sono certo i Comuni ed insieme con forza facciamo squadra. Io sono a disposizione per sostenere qualsiasi idea o progetto: il Simeto è la nostra vita”.


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