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Catania, baby bulli rubano il cellulare a un coetaneo: lo “scherzo” finisce al commissariato di Polizia

Rimane, comunque, un monito: il bullismo è un atto che in sé compendia una serie di reati che la legge persegue in odo severo

Argomento che non passa, purtroppo, mai “di moda” il bullismo è stato il tema dell’ultimo intervento di poliziotti del commissariato Borgo Ognina che hanno raccolto, nei giorni scorsi, la denuncia di un giovane rimasto vittima di un grave gesto di violenza da parte di alcuni coetanei i quali gli avevano sottratto il cellulare.

Lo “scherzo”, o almeno così lo hanno millantato i responsabili immediatamente individuati dagli agenti, non avrebbe dovuto avere gravi conseguenze ma, di fatto, il ragazzo, accompagnato in commissariato dal genitore alquanto scosso per l’accaduto, è giunto in lacrime, segno del profondo turbamento che aveva patito.

Immediatamente è scattata una mini indagine che ha, innanzi tutto, portato al ritrovamento del cellulare sottratto e, poi, all’identificazione dei bulli che sono stati formalmente identificati.

Come accade, i ragazzi hanno preso immediatamente coscienza della gravità del loro atto che, com’è stato loro spiegato dagli agenti, configura un vero e proprio reato per il quale avrebbero potuto essere processati. Ed è stato così che è intervenuto il perdono della vittima, la quale ha ammesso che, sebbene la gravità del fatto sia stata un forte banco di prova, quei ragazzi rappresentano il suo gruppo di amici.

La restituzione del telefono maltolto è stata la conclusione di una brutta storia che, grazie all’intervento della Polizia di Stato, avrebbe potuto avere risvolti ben diversi.

Rimane, comunque, un monito: il bullismo è un atto che in sé compendia una serie di reati che la legge persegue in odo severo.

E questo non è uno scherzo.


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