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Catania con altre città italiane accende l’Albero per la sicurezza

Meno infortuni nei cantieri: Anmil, Ance Catania ed Esec unite a Natale per sensibilizzare Catania con l’opera creata da Francesco Sbolzani

Caschi antinfortunistici su un’intelaiatura da cantiere formano insieme un grande “Albero per la sicurezza” che in questi giorni, a Catania e in altre città d’Italia, viene allestito per sottolineare l’importanza della prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. L’installazione, inaugurata oggi lunedì 18 dicembre, domina nel cantiere “Parcheggio Sanzio”. L’idea creativa dell’artista Francesco Sbolzani è disseminata in tutto il Paese dalla “Fondazione Sosteniamoli Subito” dell’Anmil (Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro) e nel capoluogo etneo è stata realizzata grazie a Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Catania e Esec (Ente Scuola Edile di Catania).

«Il rispetto dei tempi e la scadenza del Superbonus potrebbero portare ad un’accelerazione dei lavori, incidendo sul rischio infortuni – ha detto Rosario Fresta, presidente Ance Catania – ma la prevenzione deve sempre essere regola e obiettivo per tutti. Avvicinandoci al Natale ancor più va il nostro pensiero alle vittime e alle loro famiglie, ancora troppe per un Paese che nel lavoro sicuro deve fondare le sue radici. Investire in sicurezza, dedicando tempo e attenzione alla prevenzione dei rischi, è un investimento per il futuro».

«Quest’albero illumina diverse città d’Italia sull’urgenza della prevenzione. A Catania lo abbiamo allestito con Ance ed Esec – ha affermato Salvatore Platania, presidente della sezione etnea dell’Anmil – costruito con caschi gialli da lavoro, ma anche con i caschi rossi dell’infortunio e quelli neri delle vittime che perdono la vita. L’Anmil con la Fondazione Sosteniamoli Subito supporta le vittime e le famiglie, ci impegniamo sul tema ogni giorno con attività di formazione continua».

«Un terzo degli incidenti edili è provocato da cadute dall’alto, succede soprattutto nelle piccole aziende che trascurano i sistemi di sicurezza – ha spiegato Carmelo Belfiore, presidente Esec – possiamo combattere questo fenomeno e proteggere i lavoratori formando e informando le imprese. Rispetto a molti anni fa, le aziende oggi sono molto più sensibili alla prevenzione dei rischi: abbiamo più richieste di formazione del personale a tutti i livelli di specializzazione».

«Ogni giorno partono tanti operai ma non tutti tornano a casa. Non si può morire in cantiere – ha evidenziato il vicepresidente dell’Ente Scuola Edile Catania Vincenzo Cubito – anche se nella provincia di Catania si registra una diminuzione; bisogna continuare a sensibilizzare le imprese».

Ha portato i saluti del sindaco di Catania Enrico Trantino, l’assessore alle Pari Opportunità e Politiche giovanili Viviana Lombardo «è opportuno – ha detto – aumentare i controlli per garantire il rispetto di tutte le misure di sicurezza necessarie per contenere il rischio degli infortuni».

«L’Inail tutti i giorni è vicina alle vittime degli infortuni erogando liquidazioni per i danni biologici di menomazione dal 5% al 15% – ha sottolineato Diana Artuso, direttore provinciale Inail – dal 16% è prevista una rendita e per l’ infortunio mortale l’assegno funerario e la rendita per i superstiti, prestazioni una tantum per le vittime e le famiglie colpite. L’Inail in ottica preventiva rende disponibili i dati drammatici dell’incidenza degli infortuni sul lavoro. Si è recentemente registrato un decremento, ma il numero di denunce degli incidenti è ancora troppo alto: sono 868 nei primi 10 mesi del 2023 a livello nazionale, 41 meno rispetto all’anno precedente. Ma ogni vittima è una sconfitta dell’intera comunità».

Presenti all’inaugurazione Luigi Lauriola comandante della Stazione Carabinieri di Piazza Verga di Catania, Antonio Leonardi direttore Dipartimento sicurezza e Prevenzione Asp Catania e il vicario generale monsignor Salvatore Genchi che ha detto: «Anche l’Albero per la sicurezza realizzato con i caschi ha bisogno di concime e acqua: chi deve vigilare sia accorto. Perché nessuno abbia a perdere la vita o resti mutilato per motivi di lavoro».


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