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Catania, in scena “Cartoline da casa mia” tra violenza, stereotipi e convenzioni sociali

Una storia scomoda che dipinge con toni chiaroscuri i tanti orrori di una società sporca e consenziente

Intenso e dal forte impatto emotivo “Cartoline da casa mia” il quarto spettacolo in programmazione per la rassegna “Sguardi” della Compagnia “Buio in Sala”, diretta da Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia, che andrà in scena il 10 e 11 febbraio, alle 21, alla sala “Spazio Bis” nei locali della sede di formazione e produzione teatrale “Buio in Sala” all’interno dell’istituto Leonardo Da Vinci.

“Il testo di Antonio Mocciola interpretato da Bruno Petrosino è un grido nella notte rimasto inascoltato per anni da quando la mano sinistra del fratello gemello gli tappava la bocca mentre la destra toccava le sue parti intime – dichiara il protagonista Bruno Petrosino – o durante gli anni di scuola quando veniva bullizzato e i professori facevano finta di non sentire o ancora quando il nonno gli insegnava a marciare ed ubbidire, mentre la mamma gli inculcava la vergogna per il suo corpo e per tutti i corpi”.

Una storia scomoda che dipinge con toni chiaroscuri i tanti orrori di una società sporca e consenziente fatta di vizi, vite spezzate e inconfessabili complicità di ibride verità ideate per nasconderne una più grave e complessa.

“Una mattina di maggio – continua l’attore Bruno Petrosino – vessato dalla situazione il protagonista ha deciso così di rinchiudersi e lui stesso si dice stupito per il tempo trascorso là dentro come  una natura morta nel deserto. Uscirebbe, forse, se avesse la certezza di trovare un mondo immobile, privo di vita ed invia “Cartoline da casa mia”, con i suoi pensieri”.

Lo spettacolo, pur essendo non adatto ai minori di 18 anni per il nudo integrale dell’attore, non ha nulla di pornografico o offensivo. È un flusso di coscienza, tra dolore e liberazione in un’atmosfera forte e allo stesso tempo truce, che tira alla fine dell’intenso ed applaudito atto unico un pugno allo stomaco scuotendo le coscienze.


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