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Catania, olii esausti riversati e un cumulo di Raee non autorizzato: indagato il titolare di un’area gestione rifiuti

Una limitata parte dell’area del sito aziendale, con i relativi rifiuti speciali, è stata sottoposta a sequestro penale preventivo garantendo, in tal modo, la funzionalità dell’azienda

Nella giornata di ieri, nell’ambito dei servizi straordinari del controllo del territorio, finalizzati al contrasto dei reati in materia ambientale e a seguito di segnalazione, personale del Commissariato Borgo-Ognina ha effettuato una verifica lungo la strada via Gelso Bianco, in un sito ove insiste un’attività autorizzata “di raccolta e gestione di rifiuti non pericolosi con procedura semplificata” che opera su un’ampia superficie.

Giunti in loco, il personale ha accertato sin da subito numerose criticità e, nello specifico, reati in materia di salubrità e sicurezza sui luoghi di lavoro con particolare riferimento alle condizioni igienico-sanitarie, mancanza di segnaletica idonea a delimitare le zone a rischio e dislivelli del pavimento con rischio inciampo.

A seguito di una peculiare ricognizione dei luoghi, è stato accertato un cumulo di rifiuti elettrici ed elettronici (computer, schede elettriche di condizionatori d’aria, motori lavatrici, frigo e d’acqua) per i quali il titolare non era autorizzato poiché considerati rifiuti speciali sottoposti alla normativa R.A.E.E. che disciplina detta tipologia di materiale.

Altresì, è stato riscontrato un riversamento di olii esausti sul manto e detto olio, in parte, era raccolto senza autorizzazione in apposito recipiente. Accertato, infine, un lavabo con uno scarico a perdere e senza il rispetto della normativa di settore.

Fatto di rilievo è che nei pressi di detto sito, nello specifico lungo la stessa via Gelso Bianco, vi sono coltivazioni di ortaggi e un canale d’acqua e, per tale motivo, sono stati interessati gli organi competenti al fine di effettuare le dovute verifiche in ordine ai potenziali rischi connessi alla salute pubblica; in ultimo, accertato anche un allaccio diretto alla rete Enel mediante manomissione.

Alla luce dei fatti esposti, il titolare è stato indagato in stato di libertà per i reati ambientali di gestione illegale di rifiuti speciali e scarico illegale di acque reflue e sporche nel sottosuolo ai sensi degli articoli ai sensi dell’art. 256 e 137 del testo unico ambientale e, infine, per il reato di furto aggravato di energia elettrica.

Quanto ai reati in materia di sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro sarà interessato l’organo competente Asp Spresal.

Una limitata parte dell’area del sito aziendale, con i relativi rifiuti speciali, è stata sottoposta a sequestro penale preventivo garantendo, in tal modo, la funzionalità dell’azienda.


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