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Catania, realizzato un biosensore virtuale per migliorare la qualità della vita dei pazienti

Il sistema, realizzato nell’ambito del progetto Mediwarn, è stato utilizzato anche durante la pandemia da Covid

Un sistema tecnologicamente all’avanguardia in grado di fornire elevati standard assistenziali ai pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere. A realizzarlo – nell’ambito del progetto “Mediwarn”, finanziato tramite il Programma Interreg V-A Italia-Malta – un partenariato composto dagli atenei di Catania e di Malta e dall’Azienda ospedaliero-universitaria “Policlinico” di Catania.

I risultati e i benefici del sistema sono stati presentati nel corso del meeting finale, che si è tenuto ad Aci Castello, dal titolo “Virtual Biosensor for Medical Warning Precursors”.

Grazie al biosensore virtuale, sviluppato dagli esperti del partenariato, è possibile aumentare la qualità della vita dei pazienti nelle strutture ospedaliere e, al tempo stesso, è stato possibile creare anche nuove opportunità occupazionali nel settore della ricerca dei dispositivi elettromedicali” ha spiegato il prof. Rosario Sinatra, docente dell’Università di Catania e responsabile scientifico del progetto, alla presenza del prof. Enrico Foti, direttore del Dipartimento di Ingegneria Edile e Architettura dell’ateneo catanese, del dott. Federico Amedeo Lasco, dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana – Autorità di Gestione del programma Interreg V-A Italia-Malta, e del dott. Marco Sambataro, coordinatore “Segretariato Congiunto” Programma INTERREG V-A Italia-Malta 2014-2020.

Nell’ambito del progetto sono state acquistate 23 unità di monitoraggio di ultimissima generazione: 12 monitor per l’Ospedale “San Marco” di Catania, 10 per l’Ospedale Mater Dei di Malta e un monitor per la sede dell’Università di Catania al fine di effettuare i test di laboratorio.

Oggi più che mai questo sistema è di fondamentale importanza, in particolar modo nelle strutture sanitarie, anche alla luce del perdurare della pandemia da Covid, disporre di strumenti all’avanguardia per il monitoraggio delle condizioni cliniche dei pazienti e rappresenta sicuramente un valore aggiunto per le strutture sanitarie” ha aggiunto il prof. Rosario Sinatra.

I sensori acquistati tramite il progetto Mediwarn sono stati utilizzati all’interno dell’Unità operativa di Malattie Infettive dell’ospedale “San Marco” di Catania dove i pazienti infetti e sintomatici per malattia virale Covid erano isolati in stanze a pressione negativa e quindi con accesso limitato da parte del personale infermieristico” ha spiegato il dott. Arturo Montineri, direttore del reparto Malattie Infettive e Tropicali dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico “Rodolico-San Marco” di Catania, alla presenza del medico Salvatore Scuto che si è occupato della raccolta dei dati di monitoraggio dei pazienti.

“L’elaborazione col sistema NEWS da parte del sensore dell’indice di gravità dei parametri vitali forniti permette di intercettarne il deterioramento precocemente consentendo al Sistema di gestione dell’Emergenza Intra-Ospedaliero (MET Medical Emergency Team, già attivo al “San Marco” dal Servizio di Anestesia e Rianimazione) di attivarsi su una pre-valutazione oggettiva” hanno aggiunto Vincenzo Scuderi e Salvo Nicosia dell’Azienda ospedaliera-universitaria Policlinico “Rodolico – San Marco” di Catania sul “Data monitoring”.
A seguire l’ing. Pietro Davide Maddio dell’Università di Catania ha illustrato i dettagli tecnici sull’elaborazione dell’algoritmo predittivo, basato su logica fuzzy, mentre la prof.ssa Lucia Lo Bello e l’ing. Gaetano Patti dell’ateneo catanese sono intervenuti descrivendo l’infrastruttura di rete progettata per raccogliere i dati dei monitor in un server centrale.

Grazie al biosensore virtuale è possibile effettuare un monitoraggio costante dei parametri vitali (battito cardiaco, frequenza respiratoria, pressione sanguigna, saturazione d’ossigeno e temperatura) e si è in grado di predire eventuali alterazioni dello stato di salute dei pazienti” ha spiegato l’ing. Pietro Davide Maddio.

Stephen Sciberras e Petramay Attard Cortis dell’University of Malta, invece, sono intervenuti mostrando diversi casi studio analizzati durante le fasi sperimentali di monitoraggio dei pazienti nell’ospedale Mater Dei di Malta.


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