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Catania, sciopero dei lavoratori del gruppo Fortè

I dipendenti lamentano i mancati pagamenti degli ultimi stipendi e il mancato rispetto degli orari di servizio e delle qualifiche di assunzione

Le organizzazioni sindacali autonome Usi e Sinalp Sicilia hanno indetto una giornata di sciopero generale con un sit in nei punti vendita della Meridi Srl, titolare del marchio Forté. Si è giunti a tale decisione dopo un’importante e partecipata riunione sindacale dei lavoratori del gruppo Meridi srl che lamentano i mancati pagamenti degli ultimi stipendi e il mancato rispetto degli orari di servizio e delle qualifiche di assunzione.

“Purtroppo in questi ultimi anni stiamo assistendo, in generale, a una volontà dei datori di lavoro di voler massimizzare i profitti non tenendo in alcun conto il rispetto dei lavoratori che hanno permesso, con il loro lavoro ed il loro attaccamento all’azienda, di raggiungere traguardi che poi spesso vengono annullati dalla dirigenza con scelte e spese opinabili – dicono Marco Vizzini per Usi e Andrea Monteleone per Sinalp – Accertato che l’obiettivo primario di un’azienda è quello di fare utili, esiste anche un obbligo normativo e morale di pagare gli stipendi a chi partecipa con il loro lavoro alla crescita aziendale. Pur avendo in tutti i modi cercato di interloquire con la dirigenza aziendale della Meridi Srl, al fine di trovare una soluzione condivisa e in grado di soddisfare le giuste pretese dei lavoratori e le esigenze aziendali, non si è riusciti ad avere un incontro, anche semplicemente interlocutorio. Questo atteggiamento ostracistico nei confronti dei propri dipendenti e delle organizzazioni sindacali che li rappresentano alla fine ha costretto i lavoratori ad agire, nel rispetto delle vigenti normative, e indire un sit in su alcuni punti vendita del gruppo Meridi per richiamare per l’ennesima volta l’attenzione al grido di dolore di lavoratori, padri e madri di famiglia, che sono stanchi di subire pretese illegittime in termini di ore di lavoro, ritardi nei pagamenti e nel non rispetto delle qualifiche di lavoro”.

I sindacati chiedono per l’ennesima volta l’apertura di un tavolo di trattativa con l’azienda affinché si possa trovare una soluzione la più condivisa possibile, senza la quale saranno programmate altre iniziative.


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