Il lavoro da remoto va tutelato, mentre per quello tramite piattaforma si deve agire sul piano del diritto di associazione e della contrattazione collettiva. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha aperto la seconda giornata del G20 del Lavoro a Catania sottolineando uno dei passaggi cruciali del mercato del lavoro e del sistema dei diritti così come questi ultimi si sono definiti negli ultimi anni e, in particolare, durante la pandemia.
“Il lavoro agile – ha detto – ha mostrato di essere una risorsa fondamentale per salvaguardare molti posti di lavoro, garantendo la continuità delle attività economiche durante la pandemia. Anche al di fuori della situazione emergenziale il lavoro da remoto ha enormi potenzialità, ma comporta anche alcune criticità che devono essere tenute in considerazione e affrontate attraverso una attenta regolamentazione: ad esempio, l’orario di lavoro, la sicurezza delle postazioni di lavoro, la parità di trattamento e opportunità tra chi lavora da remoto e chi invece svolge il proprio lavoro all’interno dei locali aziendali. Come pure va tenuto in conto il tema della salute fisica e mentale dei lavoratori”.
Per il governo italiano, si deve “continuare a ragionare su un quadro normativo per il lavoro tramite piattaforma”. “Innanzitutto – ha aggiunto Orlando – è necessario che i lavoratori coinvolti in questo tipo di attività godano di un insieme minimo di tutele, in linea con i principi e gli standard definiti in sede di Organizzazione Internazionale del Lavoro. Ma come Paesi del G20 penso che possiamo essere più ambiziosi e cominciare a ragionare su come estendere ad alcune categorie di lavoratori tramite piattaforma, in particolare quelli più vulnerabili, altri tipi di protezione e tutele, incluso quello del diritto di associazione e della contrattazione collettiva”.
La presidenza italiana del G20 vuole “fare un passo avanti rispetto all’obiettivo di Brisbane: non guardiamo quindi solo alle politiche per ridurre il divario di genere nella partecipazione al mercato del lavoro, ma guardiamo anche all’obiettivo di incrementare la quantità e la qualità dell’occupazione femminile” – ha detto il ministro Andrea Orlando. “Tra le disuguaglianze ancora da combattere la presidenza italiana ha voluto evidenziare quella tra donne e uomini. Le donne sono state particolarmente colpite dagli effetti della crisi. Non solo in termini di maggiore incremento della disoccupazione, ma anche perché sovra-rappresentate tra i lavoratori in prima linea nella battaglia contro la pandemia e quindi più esposte al rischio di contagio. Infine, le misure di confinamento domestico hanno finito per aumentare le disparità di genere già esistenti nel lavoro di cura non pagato”.
La proliferazione di nuove forme di lavoro impone il “rafforzamento dei nostri sistemi di protezione sociale”.
“La crisi innescata dalla pandemia – ha sottolineato – ha reso questa sfida più urgente che mai. In questo ultimo anno e mezzo, infatti, sono state mobilitate una quantità di risorse senza precedenti per mitigare l’impatto sociale della crisi economica su quelle categorie particolarmente vulnerabili come i lavoratori temporanei o stagionali, i lavoratori autonomi, i lavoratori informali. Ma la questione fondamentale è quella di rendere queste misure strutturali, di adattare il sistema di protezione sociale a una realtà in evoluzione, garantendo l’adeguatezza e l’efficacia delle misure all’interno di un quadro di finanza pubblica sostenibile”.