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“Il sogno di una cosa”, tra parole e musica a Catania Elio Germano e Teho Teardo rileggono il primo Pasolini

Pasolini ci parla con le voci delle persone che dall’Italia del secondo dopoguerra, stremate dalla povertà

Venerdì 7 luglio, alle ore 21, Zo Centro culture contemporanee di Catania organizza nella Corte “Mariella Lo Giudice” (Cortile Platamone) del Palazzo della Cultura di Catania lo spettacolo teatral-musicale “Il sogno di una cosa” di e con Elio Germano e Teho Teardo, liberamente tratto dall’omonimo capolavoro di Pier Paolo Pasolini. L’evento fa parte del cartellone estivo “Catania Summer Fest”, promosso dal Comune di Catania. Lo spettacolo è una produzione Infinito Teatro di Pierfrancesco Pisani e Argot Produzioni, in co-produzione con Fondazione Teatro della Toscana, con il contributo della Regione Toscana.

L’attore romano Elio Germano e il compositore e musicista friulano Teho Teardo portano in scena “Il sogno di una cosa” di Pier Paolo Pasolini in una versione di parole e musica. Pasolini ci parla con le voci delle persone che dall’Italia del secondo dopoguerra, stremate dalla povertà, sono scappate attraversando illegalmente il confine per andare in Jugoslavia, attratte dal comunismo e con la speranza di trovare un lavoro dignitoso e cibo per tutti: una rotta balcanica al contrario, su quello stesso confine che i profughi oggi sfidano per raggiungere l’Italia.

Protagonisti tre ragazzi friulani che alla soglia dei vent’anni vivono la loro breve giovinezza affrontando il mondo: l’indigenza delle origini in campagna, l’emigrazione, le lotte politiche al rientro in patria, fino all’integrazione nella società borghese del boom economico. Desiderano la felicità, la bella vita in un paese straniero, poi tornano e maturano una coscienza politica, sognano la rivoluzione. Invece finiscono per piegarsi ai compromessi dell’età adulta, i sogni si spengono e la felicità tanto agognata, diventa quella delle piccole cose: una ragazza, una casa, un lavoro… fino a morirne.
Scritto tra il 1949 ed il 1950, “Il sogno di una cosa” è il primo esperimento narrativo di Pier Paolo Pasolini, scritto di getto negli anni dell’immediato dopoguerra, prima di “Ragazzi di vita” e di “Una vita violenta”, ma pubblicato solo nel 1962, per questo il romanzo risulta essere al tempo stesso il romanzo d’esordio e di conclusione della stagione narrativa di Pasolini.


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