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Le ricerche dell’università di Catania per valorizzare il territorio e il patrimonio ambientale in Calabria

A illustrarle i docenti Rosolino Cirrincione, Patrizia FIannacca e Rosalda Punturo. A Catania, dal 5 al 7 luglio, il congresso sulle innovazioni nel campo della geoscienza

I docenti dell’ateneo catanese insieme con i rappresentati del Comune di Parghelia

Sarà ospitato dall’Università di Catania, nella sede del Monastero dei Benedettini, il Deformation mechanisms, Rheology, and Tectonics International Meeting. Dal 5 al 7 luglio oltre 150 esperti provenienti da tutto il mondo prenderanno parte al congresso dal titolo “Geo-thinking the future planet: how innovations are improving traditional geoscience activities” dell’European Society for Deformation Mechanisms, Rheology and Tectonics. Nel corso dei lavori – referente per l’ateneo catanese la prof.ssa Rosalda Punturo – si discuterà delle innovazioni nel campo della geoscienza.

Il congresso prevede anche due escursioni, una di apertura sull’Etna e un’altra di chiusura dei lavori in Calabria.

Proprio l’Università di Catania sta svolgendo numerose attività di ricerca per la valorizzazione del territorio e del patrimonio ambientale in Calabria.

Ricerche che sono state presentate nei giorni scorsi dai docenti Rosolino Cirrincione, Patrizia FIannacca e Rosalda Punturo dell’Università di Catania al congresso dal titolo “La spiaggia di Michelino, cava storica ma anche cuore di una camera magmatica” organizzato dal Comune di Parghelia a Vibo Valentia e patrocinato dall’Ordine regionale dei Geologi di Calabria a conferma della sempre più capillare presenza della Geologia – e in particolar modo dei ricercatori del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali – in Calabria.

In particolar modo il prof. Rosolino Cirrincione, con il suo intervento “La Calabria, un frammento di crosta europea alla deriva nel Mediterraneo”, ha presentato un excursus storico degli studi geologici svolti in Calabria a partire dai lavori pionieristici del XIX secolo, fino ai risultati delle più recenti ed innovative ricerche condotti dal gruppo di ricercatori dell’ateneo catanese riguardanti il contesto geodinamico che ha portato la Calabria nella sua configurazione attuale.

La docente Patrizia FIannacca, invece, ha illustrato la particolarità geologica delle rocce granitiche tardo paleozoiche che affiorano in Calabria centrale e i processi che hanno portato alla loro formazione e in particolare la sezione di crosta continentale di 13 chilometri di spessore durante gli stadi finali della formazione del supercontinente Pangea, 300 milioni di anni fa, mostrando anche le evidenze petrologiche di una camera magmatica “fossile” lungo la spiaggia di Michelino.

Proprio sulle ricerche lungo la spiaggia di Michelino è intervenuta la prof.ssa Rosalda Punturo, un sito in cui è presente una cava di granito di epoca Romana. Grazie agli studi petrografici, mineralogici e petrofisici è stato possibile arricchire la banca dati sui graniti utilizzati nell’antichità e spiegare la provenienza, ignota fino a pochi anni fa, di alcune tipologie di granito presenti nei siti archeologici di Siracusa in Sicilia (come l’anfiteatro romano) e di Sibari in Calabria.


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