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Nell’Isola di Dedalo, 25 anni di attività del Centro di Archeologia Cretese di Unict

Al Museo dei Saperi e delle Mirabilia una mostra aperta fino al 30 giugno

Secondo la leggenda, Dedalo, mitologico ideatore del labirinto voluto dal re cretese Minosse, dopo aver attraversato l’Egeo in volo si rifugiò in Sicilia. E proprio per questo motivo, rappresentando un ideale trait d’union tra la Sicilia e Creta, a lui è stata dedicata la mostra “Nell’Isola di Dedalo”, allestita al Museo dei Saperi e delle Mirabilia dell’Università di Catania (Palazzo centrale, piazza Università) per celebrare i 25 anni di attività del Centro di Archeologia Cretese dell’Ateneo.

L’esposizione, organizzata dal Cearc in collaborazione con il Sistema Museale d’Ateneo e con SkenArte che ne ha curato l’allestimento, ripercorre le esperienze scientifiche del Centro fondato nel 1998 dal prof. Vincenzo La Rosa, ordinario di Civiltà Egee, le sue collaborazioni interdisciplinari e internazionali, ma anche le interazioni con il pubblico italiano e straniero e con le comunità locali cretesi.

L’allestimento presenta al pubblico la civiltà cretese dalla prima occupazione fino all’età romana attraverso gli scavi nei siti di Haghia Triada, Festòs e di Priniàs, ma anche in siti dove operano alcuni dei suoi membri, come Gortina e Cnosso. «Dopo 25 anni di attività, di indagini e ricerche del Cearc abbiamo pensato che fosse il momento di presentare con una mostra le ricerche svolte sul campo e i risultati degli scavi e lo studio dei materiali delle costruzioni in un modo più interattivo possibile – spiega il direttore del Cearc, Pietro Militello -. Un percorso in cui si mescolano i poster sulle attività del centro alle ricostruzioni in 3D per raccontare la storia di Creta anche con diapositive e con oggetti che gli studenti potranno toccare». Il progetto è stato finanziato con fondi dei dipartimenti di Scienze umanistiche (Disum) e di Scienze della Formazione (Disfor) dell’Università di Catania e del CNR-ISPC. Hanno collaborato studiosi delle Università di Bologna, Genova, UniNettuno e Ca’ Foscari.

La mostra sarà visitabile, fino al prossimo 30 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30 e il martedì e mercoledì anche di pomeriggio, dalle 15.30 alle 18.00. Il percorso espositivo, inoltre, è stato pensato per avvicinare i cittadini “non addetti ai lavori” ad un ambito di ricerca altrimenti poco accessibile nei suoi contenuti, e prevede anche la visita virtuale e immersiva del quartiere sud-ovest del Palazzo di Festós. La visita virtuale, a posti limitati, richiede la prenotazione almeno 24 ore prima tramite la piattaforma Eventbrite ed è disponibile tutti i lunedì e venerdì dalle 10 alle 13.00 e tutti i martedì e mercoledì dalle 16 alle 18.


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