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Odissea di 14 ore per una passeggera in arrivo a Catania da Santorini. Il Giudice di Pace di Acireale condanna la compagnia aerea

Il Giudice di Pace accoglieva in toto le richieste della passeggera, dichiarando Mistral s.r.l. e il tour operator responsabile dell’evento occorso al passeggero

La notizia ai tempi fece scalpore in quanto oltre 200 passeggeri siciliani (tra cui anche bambini) furono costretti a trascorrere tra evidenti disagi la vigilia del ferragosto chiusi nello scalo greco di Santorini.

In quell’occasione, l’associazione CODICI si era da subito attivata per offrire supporto agli utenti che avevano letteralmente preso d’assalto le linee telefoniche dell’associazione, inoltrando anche un esposto all’ENAC. Adesso, il Giudice di Pace di Acireale con la sentenza nr. 715/2018 ha condannato la compagnia aerea Mistral Air a risarcire i danni causati a uno dei passeggeri Catanesi costretti a subire quella che fu una vera e propria odissea  a causa di un ritardo di oltre 14 ore.

Ecco i fatti. Il 14 agosto 2016 la passeggera si trovava insieme con altri 200 passeggeri (tra cui anche molti bambini) all’aeroporto nazionale di Thira al fine di far rientro a Catania, dopo aver trascorso una settimana di vacanza a Santorini (Grecia). In precedenza, invero, la signora aveva acquistato un pacchetto turistico “tutto incluso” offerto da un’agenzia di viaggi, il quale comprendeva: soggiorno con pernottamento, trasferimenti da e per il locale aeroporto, volo a/r operato dal vettore Mistral Air S.r.l. Come da programma, il rientro – previsto per la vigilia di Ferragosto – sarebbe dovuto avvenire col volo M4 2968 della compagnia aerea Mistral Air s.r.l.  previsto per le 10:20. Tuttavia, già prima dell’arrivo in Grecia, la signora veniva informata a mezzo mail di un cambio operativo secondo il quale il  rientro a Catania sarebbe avvenuto il 14 agosto 2016 ma alle 08.50 con il volo n. M4 2974, sempre della Mistral Air. Per tale ragione, il giorno prima della partenza il referente del tour operator in loco comunicava a tutto il gruppo di viaggiatori che li avrebbe prelevati dal punto di ritrovo stabilito alle 6,15 e li avrebbe condotti – con trasferimento in bus – all’aeroporto di Thira. Senonché, all’appuntamento prefissato, veniva comunicata l’impossibilità di rientrare con il volo schedulato e che il rientro sarebbe avvenuto a orario da definirsi. Come era ovvio non era possibile soggiornare nelle camere degli Hotel, che dovevano essere preparate per i nuovi ospiti in arrivo così, intorno a metà mattina, il tour operator si rendeva disponibile a organizzare uno spostamento per ora di pranzo, offrendo la possibilità di consumare un pasto gratuitamente. In tale circostanza, la passeggera apprendeva che la partenza per Catania sarebbe avvenuta non prima delle 20. Arrivati all’aeroporto di Thira, dopo oltre nove ore di ritardo,  il tabellone delle partenze indicava il volo M4 2974 Santorini – Catania come cancellato, e ciò senza che ne fosse stata data comunicazione. Nessuna tipologia di assistenza veniva prestata dal personale della compagnia né dai referenti del tour operator, che si erano limitati ad accompagnare i passeggeri lasciandoli “accampati” in una hall. Soltanto alle 21,30, in maniera casuale, alcuni passeggeri apprendevano dall’altoparlante una comunicazione in lingua inglese che preannunciava il volo per Catania come prossimo all’imbarco, operato tuttavia non più da Mistral Air bensì dal vettore Bulgarian Air. Il decollo avveniva, dunque, intorno alle 22:15 ora locale, con atterraggio all’aeroporto di Catania – Fontanarossa alle 23:45 ora locale, dopo esattamente quattordici ore rispetto all’orario originariamente prefissato.

Per tale ragione, la passeggera, una volta rientrata a Catania, decideva di rivolgersi insieme ad altri passeggeri allo “Sportello del Viaggiatore” dell’Associazione dei Consumatori CODICI per rivolgersi all’Autorità Giudiziaria al fine di vedere tutelati i propri diritti. Per tale ragione, la stessa assistita dagli avvocati Manfredi Zammataro e Mario Emanuele Campione del Foro di Catania citava in giudizio Mistral Air dinnanzi al Giudice di Pace di Acireale affinché venisse condannata al risarcimento del danno da ritardo aereo oltre al risarcimento per il danno da vacanza rovinata.

Il Giudice di Pace di Acireale a seguito dell’istruttoria processuale, accoglieva in toto le richieste della passeggera, dichiarando Mistral s.r.l. e il tour operator responsabile dell’evento occorso al passeggero da liquidare in 700 euro a titolo di risarcimento del danno da vacanza rovinata, oltre alle spese di lite. Ebbene, considerato che in corso di causa si era addivenuti a un accordo economico tra il passeggero e il Tour Operator, il Giudice di Pace ha pertanto pronunciato la condanna solo nei confronti del vettore Mistral Air per la somma di sua competenza.

Fin dal primo momento avevamo avvisato Mistral Air e il Tour Operator che la condotta posta in essere fosse del tutto illegittima e lesiva per i passeggeri, essendo chiaro come nel caso di specie la compagnia aerea non avesse rispettato gli standard europei. Purtroppo però – afferma l’avvocato Manfredi Zammataro segretario regionale del CODICI- il comportamento tenuto dal Vettore e dal Tour Operator fu quello di totale disinteresse, declinando ogni responsabilità in merito. Per fortuna, le ragioni dei consumatori in casi come questi, trovano sempre più spesso conforto nelle sentenze dei tribunali che condannano i comportamenti illegittimi adottati da alcune compagnie aeree e dei tour operator.  Inoltre, la sentenza in questione conferma un principio ormai consolidato in giurisprudenza e  particolarmente importante  in quanto considera la vacanza come bene in senso giuridico, suscettibile di commercializzazione quanto meno se effettuata durante il periodo delle ferie, che costituirebbe pertanto un bene. Pertanto la mancata o pregiudicata possibilità di utilizzare le ferie per la finalità del riposo, si tradurrebbe quindi in un pregiudizio patrimoniale risarcibile. Considerato anche il fatto che non si potrà avere altro ristoro fino al successivo periodo di riposo “.


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