Si indaga ancora nella tragedia avvenuta tra Acitrezza e Trecastagni, nel Catanese, dove in una notte di follia Tony Sciuto ha messo fine prima alla vita di Vanessa Zappalà e poi alla propria. Al momento, però, non si trova l’arma con cui Vanessa è stata uccisa, sebbene nell’auto di Sciuto siano stati trovati oltre venti proiettili. I carabinieri del comando provinciale di Catania stanno continuando le indagini per trovare l’arma e capire come Sciuto ne sia entrato in possesso. Gli investigatori cercano anche di comprendere come Tony Sciuto sapesse degli spostamenti di Vanessa: un chiarimento potrebbe venire dall’esame del cellulare della vittima.
Tony Sciuto per anni ha lavorato in un’impresa che si occupava di telefonia e potrebbe avere utilizzato la sua esperienza per sapere sempre dove la sua ex si trovasse. Oppure, più semplicemente, la pedinava costantemente. Il corpo dell’uomo, intanto, è stato restituito ai suoi familiari. Il ‘nulla osta’ è stato concesso dalla Procura distrettuale di Catania dopo che il medico legale ha concluso l’ispezione cadaverica e eseguito lo stub sull’uomo, alla ricerca di presenze di polvere da sparo sul suo corpo, e in particolare sulle mani. I magistrati titolari dell’inchiesta hanno invece confermato che sul corpo Vanessa verrà eseguita nei prossimi giorni l’autopsia.
Il giorno dei funerali sarà lutto cittadino a Trecastagni, dove la ragazza lavorava; stasera, invece, si terrà una manifestazione contro il femminicidio. In una panchina rossa sarà inciso il nome di Vanessa.
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