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Omicidio Vanessa Zappalà, il gip: “Sciuto sarebbe potuto evadere e uccidere lo stesso”

La ragazza mesi prima aveva denunciato per stalking il suo ex fidanzato che era stato arrestato, ammesso ai domiciliari, rilasciato e poi obbligato dal gip Castronuovo a restare lontano da lei

“Non mi sento di contestare alcuna colpa al collega, ha agito secondo legge: nel fascicolo c’erano anche elementi contrastanti di cui ha tenuto conto, come un primo riavvicinamento tra i due. E anche se lui fosse stato agli arresti domiciliari, sarebbe potuto evadere e commettere lo stesso il delitto”: sono le parole di Nunzio Sarpietro, presidente dell’ufficio del Gip di Catania, sulle polemiche sulla scarcerazione di Antonio Sciuto, l’uomo che la notte tra domenica e lunedì ha ucciso la sua ex fidanzata Vanessa Zappalà, di 26 anni e poi si è suicidato.

La ragazza mesi prima aveva denunciato per stalking il suo ex fidanzato che era stato arrestato, ammesso ai domiciliari, rilasciato e poi obbligato dal gip Castronuovo a restare lontano da lei.

“E’ difficile controllare tutti gli stalker, noi emettiamo come ufficio 5-6 ordinanze restrittive a settimana ed è complicato disporre la carcerazione perché occorrono elementi gravi e, comunque, non si può fare fronte ai fatti imponderabili” ha detto ancora Sarpietro secondo cui sarebbe utile un “braccialetto elettronico ‘out’ per l’indagato che segnali la sua presenza e, contemporaneamente, un dispositivo per la vittima che emetta segnali acustici e luminosi quando lo stalker viola la distanza impostagli dal provvedimento di non avvicinamento”.

Nella polemica tra procura e ufficio del gip sulla scarcerazione di Tony Sciuto, interviene anche il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro secondo cui “occorrerebbero dei centri di riabilitazione con l’obbligo di frequentazione per monitorare gli stalker e tentare, nei limiti del possibile, di recuperarli dai loro disturbi alcuni dei quali legati a problemi culturali e caratteriali. Bisogna provarci, anche perché non sono pochi”.


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