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Pfizer annuncia 210 esuberi e taglio di investimenti su Catania, Ugl Chimici e M5S: “Scelta incomprensibile. Pronti alla battaglia”

La deputata regionale Jose Marano, del M5S, è intervenuta per chiedere un intervento del governo regionale, del presidente della Regione e nello specifico degli assessori al Lavoro e alle Attività Produttive per quanto concerne il futuro dello stabilimento etneo

Ammonta a 210 unità l’esubero di personale annunciato oggi dalla Pfizer alle organizzazioni sindacali, nel corso di una videoconferenza a livello nazionale.

Una decisione che riguarda lo stabilimento produttivo di Catania e che interessa, nello specifico 80 lavoratori con contratto in somministrazione che non verranno rinnovati e circa 130 dipendenti effettivi ai quali, in prima istanza, sarà proposto il trasferimento nella sede di Ascoli Piceno.

A questo si aggiunge anche un dimezzamento degli investimenti, da una cifra pari a poco meno di 60 milioni di euro annuali, precedentemente erogati per la produzione catanese, ad una somma intorno ai 28 milioni di euro che consentirà soltanto la manutenzione degli impianti.

Un’inversione di rotta repentino, quello operato dal colosso multinazionale che opera nel settore della farmaceutica, che le sigle sindacali avevano già immaginato nei mesi scorsi quando avevano richiesto un incontro.

“Dopo un anno e mezzo di silenzio per Catania arriva la batosta che temevamo, ovvero la riduzione dei volumi della produzione ed un contestuale drastico tagli all’impegno di somme, che avrebbero invece dovuto garantire nuove produzioni – dicono i segretari nazionali della federazione Ugl Chimici Eliseo Fiorin ed Enzo Valente, insieme al segretario provinciale Carmelo Giuffrida ed ai rappresentanti sindacali unitari della sigla Angelo Mirabella, Anna Greco e Francesca Cassone. – Già da tempo, come Ugl, avevamo espresso preoccupazioni considerato che il trasferimento di una commessa altrove, in assenza di valide alternative, rendeva naturale la perdita dei livelli occupazionali. Si tratta di maestranze altamente specializzate che, in tutti questi anni, hanno permesso al sito più volte di conseguire importanti risultati ed affrontare ispezioni di enti regolatori, ottenendo le necessarie certificazioni internazionali di qualità. Quanto comunicato dalla dirigenza di Pfizer Italia è una brutta tegola per il lavoro, l’economia ed il tessuto sociale della città di Catania e non solo, già fortemente provato dalla crisi economica e quella pandemica. Una scelta, che in questo momento storico non comprendiamo anche alla luce del volumi di affari che nell’ultimo anno ha registrato l’azienda”.

“E’ chiaro – aggiungono i sindacalisti della Ugl – che non può essere sempre chi lavora a dover pagare pesantemente le spese di questa politica industriale e ci batteremo fino alla fine per ottenere una revisione della decisione. Oltre questo, chiederemo più attenzione per l’unità produttiva etnea poiché ancora oggi per il prossimo triennio non ci sono notizie confortanti, oltre quelle legate al mantenimento delle strutture attuali ormai obsolete”.

“Conferiamo quindi, lo sciopero indetto per il 4 marzo con Cgil e Uil perché vogliamo rivendicare la protezione dei posti di lavoro e, su questo, ci auguriamo di sentire anche la voce delle istituzioni locali fino ad ora poco incisive verso questa drammatica opzione per il territorio messa ora sul tavolo di trattativa da Pfzer – concludono dalla Ugl Chimici Fiorin, Valente, Giuffrida, Mirabella Greco e Cassone.”

A sostenere l’azione della federazione di categoria, infine, ci sarà anche l’Unione territoriale del lavoro della Ugl di Catania che, con il segretario Giovanni Musumeci sottolinea come “la comunicazione di Pfizer rappresenta un colpo al cuore produttivo del territorio e di uno stabilimento che è sempre stato il fiore all’occhiello per la multinazionale. Adesso dobbiamo impegnarci in tutti i modi per sventare questa manovra e per evitare ogni smobilitazione ulteriore, nonostante la dirigenza abbia assicurato la sopravvivenza del sito.”

A seguito delle preoccupazioni espresse dai sindacati all’esito di un vertice con l’azienda Pfizer la deputata regionale Jose Marano, del M5S, è intervenuta per chiedere un intervento del governo regionale, del presidente della Regione e nello specifico degli assessori al Lavoro e alle Attività Produttive per quanto concerne il futuro dello stabilimento etneo.

“Le notizie che giungono dall’azienda sono sconfortanti: ci sono oltre 200 lavoratori a rischio e c’è un piano di esuberi lacrime e sangue. Ottanta lavoratori con contratto in somministrazione non verranno rinnovati e a circa 130 dipendenti effettivi verrà proposto, prima istanza, lo spostamento nella sede di Ascoli Piceno. A ciò si aggiunge un calo degli investimenti che sembrerebbe passare da 60 a 28 milioni e lo spostamento, già avvenuto, di alcune produzioni in Cina”, dice Marano.

“Gli interessi delle multinazionali non possono però umiliare il territorio e qui la politica regionale deve dare un colpo di reni. Gia’ lo scorso ottobre avevo preso parte al sit in di protesta dei sindacati e avevo chiesto risposte a Musumeci che sono state inesistenti”, aggiunge la deputata.

“Solo un’audizione – durante la quale l’assessore al Lavoro nemmeno si è presentato – che nulla ha concluso e nessun esponente del governo regionale ha preso una posizione. Adesso dinanzi a un tale disastroso quadro il presidente della Regione, invece di filtrare con i partiti del centrodestra pietendo una ricandidatura, vuole esercitare il suo ruolo e convocare un tavolo con azienda e parti sociali? In un periodo così florido per Pfizer appare profondamente ingiusto pianificare un futuro lacrime e sangue per uno stabilimento, come quello catanese, affidabile, produttivo e con alte professionalità”.

“Se la Pfizer vuole riconoscere a Catania il giusto valore, potrebbe anzi dovrebbe scongiurare i 130 esuberi per chi lavora  a tempo indeterminato e le decine di mancati rinnovamenti contrattuali a chi lavora “a termine” per conto dell’azienda. È una mannaia sociale con cui ora altrettante famiglie devono fare i conti. Chiediamo al MISE un tavolo che comprenda tutte le sigle sindacali del territorio. Sopratutto in tempo di COVID non possiamo accettare che venga cancellato un patrimonio di professionalità”.

La pensa così il segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo, che sottolinea l’importanza di agire con tempestività in una vertenza dove i lavoratori e i loro rappresentanti si trovano costretti a rispondere con lo sciopero dopo mesi di segnalazioni espresse anche sotto forma di manifestazioni pubbliche.

“La Pfizer sostiene che a Catania si faranno nuovi investimenti per 27 milioni di euro, somma a nostro parere comunque insufficiente, nel prossimo triennio. Ci aspettiamo che tutto ciò venga fatto con cura e rispetto e non certo sottraendo forza lavoro al tessuto produttivo già esistente – conclude De Caudo- In tempo di emergenza un’azienda internazionale, persino protagonista della grande  sfida in atto contro la pandemia, deve necessariamente proporre sì trasformazioni ma anche soluzioni rispetto all’esistente”


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